Masnadero – Masnada Classica (Stand Alone Complex, 2026)

La masnada classica di Alessio del Donno si rivela, ai nostri ascolti, una brezza su un mondo dove folk e flamenco servono a colorare brani che sembrano più disegni leggeri che compiuti. Non perché gli manchi qualcosa anzi, l’impianto minimale gli si addice alla perfezione, ma perché sembrano svanire dietro alle nostre orecchie, come incroci di suoni naturale ed ambientale in un vialetto laterale, si senta la mirabile Steady or Not?. Le tonalità dei brani cambiano, evitando un’uniformità stilistica in maniera appropriata, facendo spuntare spiragli ellenici e finezze jazz in maniera intrigante. Sono scelte che pagano e caratterizzano il lavoro, più convincente in questa prospettiva piuttosto che in uno sforzo di corde vocali e non come Màs nada. Credo fermamente si debba seguire la propria onda ed il proprio peso specifico, soprattutto quando con il flamenco si vanno a toccare corde di un certo calibro. Meglio meno, tenendosi morbidi, quasi sottovoce come in una The Mist Trial che riesce a mantenersi leggera nonostante gli accennati profluvi di note. Un’occhiata alla frontiera sul west dove l’Almeria parrebbe essersi impossessata di Alessio dando un nuovo fondale al suo imperversare in prateria, mentre altrove il suo incedere vocale accarezza una certa Coney Island. Masnada Classica di certo conquisterà i più appassionati agli arzigogoli, mentre per noi ha luci ed ombre, ma davanti a quel vialetto ci passeremo volentieri per sentire cosa bolle in quella confusione.