Lucifer Big Band – Ugo (Autoprodotto, 2013)

Nonostante l’opera d’esordio, col titolo Atto I, desse ad intendere una volontà di proseguire, mi ero fatto l’idea della Lucifer Big Band, one man band nata da una costola dei Great Saunites, come di un progetto estemporaneo. Invece, negli scorsi mesi, si sono susseguite le apparizioni live e ora è il tempo di parlare di questo EP digitale in libero scarico su Bandcamp.
Sebbene le modalità compositive rimangano le stesse del primo capitolo, con la chitarra a menare le danze accompagnata da un’elettronica poco invadente ad arricchire e completare il quadro, l’umore che si respira è nettamente diverso. Spogliati i panni dello sciamano, Lucifero si presenta qui in veste contemplativa e quasi pensierosa; qualche tratto ritualistico emerge ancora nella bella Lolite, con flebili percussioni che sembrano annunciare un sabba, ma nelle altre tracce prevalgono i toni soffusi e notturni, con la chitarra che morbidamente si adagia sulle coltri di synth all’insegna di un’ambient scura e meditativa. Particolare non secondario è l’intitolazione e la dedica del disco, che ci ricordano la figura di Ugo Maffi, pittore, incisore e orafo lodigiano recentemente scomparso. Ad alcune delle sue opere, paesaggi che combinano realismo ed interiorità, con prevalenza di visioni notturne, sembra adattarsi perfettamente la musica qui contenuta, fornendo una calzante descrizione o, a scelta, un accurato commento sonoro. L’Oren Ambarchi del sottovalutato Triste potrebbe essere un paragone plausibile, ma in generale, con Ugo, la Lucifer Big Band si allontana dai modelli più evidenti per dare vita a una musica meno facile ma più personale, legata a un territorio interiore che nel quarto d’ora scarso di questo EP viene esplorato solo in parte.

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