Luca Formentini – I Am Ghosts (Curious, 2025)

Unire insieme 4 EP non è un vezzo in qualche caso, nemmeno una comodità, ma un modo per dare aria e tempo alla musica. Aria e tempo, immateriali come i fantasmi seppur misurabili e come i fantasmi si muovono i suoni di Luca Formentini in questa raccolta che ha stretto per lui le fila del 2024, venendo ora stampata per Curious Music oltreoceano. Tangibilità, sensazioni, viaggi: insiemi e contrasti che fingono di essere pura atmosfera per diventare protagonisti discreti e e non più ignorabili. Dripping è uno spettro alle spalle che ci costringe a girarci, Deep Flower un’aliante che scompare all’orizzonte. Giochi di immaginazione, musica che rimanda alla placidità acquatica e luminosa, una visione ambientale recondita ed intima.
Non è però un lavoro quieto I Am Ghosts, quanto più uno scenario al quale sia sottratto un senso e non ne servano altri, tanto che è facile immaginarci un teatro muto muoversi sugli sprazzi orientali di The I of a Tree e nei viaggi verticali di Pan. Brani che ci lasciano lo sguardo fisso all’orizzonte, intento a cogliere trasparenze e brividi minimali. La title track sembra in qualche modo crocevia, snodo ed insieme intralcio, forse tema troppo frontale per essere rappresentato ma altrove il suono scorre in forma sottile, continua a viaggiare mentre ne percepiamo gli effetti.
Non credo I Am Ghosts sia un disco, non so come sia nato e quali fossero iter ed obbiettivo, ma risulta essere un’esperienza immersiva che sarà molto difficile da condividere. Una dichiarazione di intenti, come titolare il penultimo dei quindici brani We Don’t End, facendoci intendere come, volenti o nolenti, il mondo lì fuori non smetterà mai di cercare un’intonazione, uno spunto, una fuga. Ed il potersi dedicare ad un lavoro di tale portata ed intensità è prima di tutto un grande piacere ed un grande onore, oltre che un’esperienza mai dispersiva né amniotica, ma affilata e decisa nel trasportarci altrove, sviluppando sensi, attenzione e respiro, ripulendoci da input esterni troppo spesso superflui.
Può essere un disco di 85 minuti necessario nel 2025? Sì, può esserlo.