Luca Formentini – Angel Lost (autoproduzione, 2026)

Dopo il suo essere fantasma il musicista gardese torna con una creatura dispersa, una traccia di mezz’ora titolata Angel Lost, masterizzata da Robert Rich, con note di accompagnamento di Mirco Salvadori ed un ringraziamento per l’aiuto paziente ed il supporto a Lawrence English. Gli strumenti indicati uno Yamaha CS50, un Torso S4, un sistema modulare ed una chitarra elettrica. Bizzarro ascoltare all’alba un brano del genere dopo una serata passata a visionare in dormiveglia Constantine di Francis Lawrence, dove le figure ultraterrene dimostrano quanti volubili possano essere. Sulla copertina sembra che un raggio di luce attraversi un foglio vergato a mano, lasciando spazio ancora una volta all’incrocio fra momenti e forze differenti. Il tocco di Luca Formentini è come sempre delicato ma personale, dando al percorso sonoro un proprio respiro, un incedere lento e dinamico. La semplicità indicata da Luca come forma di pubblicazione entra a contaminare la sua musica, che senza disegnarla intuisce e rispetta l’energia presente ed errabonda, battezzandola Angel Lost. La musica che lo rappresenta è tenue, crepuscolare, carica di anni e di ere come la terra intera ed ancor di più. Lenta ed inesorabile, senza bisogno di sorprese, onnipresente. Viene alla mente quell’immagine creatura che è stato uroboro, completo eppure immobile, semplicemente esistente. Così Angel Lost, come se Luca fosse riuscito a togliere tutto il resto lasciando che a rimanere fosse un senso di cauto movimento, di tensione interiore e di forza contrapposta. Non c’è rottura, ma si percepisce una potenza ben calibrata sotto la superficie, che potrebbe essere risvegliata alla bisogna, una potenza che sfiata soltanto mostrando a sibili ed a sfarfallii qualche parvenza di luce. È quell’energia che tutto smuove e provoca, che alimenta ma che non sa dare una direzione. Luca Formentini saggiamente decide di non indicare vie né soluzioni, ma dipinge un paesaggio senza fine, nel quale il perdersi non è più una possibilità ma una condizione presente. La capacità di vederlo, raccontarlo e risuonarlo è ancora un volta il pregio di Luca Formentini.