Luca Barachetti – Rilascio (Radura, 2026)

Rilascio è un disco nel quale Luca Barachetti crede molto.
Luca Barachetti è un musicista che non dovrebbe suonarci nuovo né stupirvi, per quanto fatto coi Bancale ed insieme ad Enrico Ruggeri. Rilascio è un disco, strumentale, dove Luca suona una carriola preparata, uno strumento da cantiere predisposta all’emissione di suoni. Attorno a questi otto atti Luca crea una cornice personale e teorica: in primis per una diagnosi di una sindrome che lo ha reso una persona disabile neurodivergente, in secondo luogo prendendo lo scritto Iposoggetti. Sul divenire umani di Timothy Morton e Dominic Boyer come direzione e cornice.
Non è però chiaro cosa abbia influito su cosa è forse non è nostro compito scrivere ipotesi. Quel che ci preme trasmettere è invece la capacità che Luca dimostra di avere nel cavare suono dalla carriola, piegandola alla sua visione musicale e facendo entrare nelle nostre orecchie composizioni che dimostrano come forse la strumentazione sia l’ultima cosa della quale preoccuparci. La musica esce dall’anima, dalle mani, dalla gola, non da uno strumento: quello ne traduce impeto e stile, ne esprime il suono scelto, ma è a monte che si fa la storia.
Ed allora forse queste sessioni diventano importanti non solo per Luca Barachetti ma anche per noi, sentendo una sorta di respiro, di soffio vitale bruciare come una fornace in uno dei Rilascio, sentire le mani di Luca percuotere il metallo, oppure il rombo crescere fino a diventare frastuono. Rilascio è un disco che non completa la storia di Luca Barachetti ma ci dimostra che il suo intento è quello di non fermarsi mai, di fondendosi in una ricerca che da personale riesce a far diventare comune, intricata ed intrigante.