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Low – The Invisible Way (Sub Pop, 2013)

Decimo disco in venti anni di attività per i Low: ed è quindi inevitabilmente il tempo per tirare le somme e per compiacersi nelle celebrazioni in occasione dell’uscita di questo The Invisible Way. Per il duo mormone Alan Sparhawk/Mimi Parker, coppia nella musica e nella vita, il tempo non sembra passare poi così velocemente, e il disco, seppure non ci dia sorprese e non spodesti i grandi classici del gruppo (per me Christmas, Secret Name, Things We Lost In The Fire), non delude le aspettative. Già sul sito Sub Pop Sparhawk ci elenca la principali differenze dagli altri dischi dei Low: più brani cantati da Mimi e più piano e chitarra acustica; a parte queste due note, gli estimatori della band (come il sottoscritto) non resteranno certo delusi dalle undici canzoni per quarantuno minuti di The Invisible Way: pezzi lenti o in crescendo, ma sempre puri e cristallini… uno schema che ben conosciamo e che non fa una piega. In più ci sono tre quattro pezzi davvero fenomenali (Just Make It Stop su tutti), segno che la classe non è acqua: un anniversario niente male, anche se pur sempre un anniversario.

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