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LAAND – Electrical Landscapes (AUT, 2013)

Si è fatto ormai di tutto su quel magnifico strumento a 6/7/10/12 corde, a cui hanno aggiunto 1/2/3 manici, e a cui sono stati messi microfoni a contatto, pickup nei posti più impensabili, oggetti infilati sopra e sotto le corde e tutto quello che vi possa venire in mente e che volgarmente viene chiamata “chitarra”. E ci prova anche LAAND, ovvero Andrea Laino in solitario, con questo disco fresco di uscita per la AUT records. Laino scava nel suono della chitarra e nelle sue timbriche, realizzando un lavoro che è diviso fondamentalmente in due parti. La prima parte concepita in una sessione di improvvisazione focalizzata sull’esplorazione timbrica nella quale i suoni vengono generati attraverso alcune tecniche non convenzionali e alcuni oggetti. Mentre la seconda parte è liberamente ispirata a Naked Lunch di William Borroughs, utilizzando alcune parti dei readings registrati dallo stesso Burroughs. A mio avviso è proprio nella seconda parte che accadono le cose più interessanti, dando ai cut-up la forza di diventare la parte ritmica e il dialogo per la chitarra che si inserisce in modo naturale tra un loop di voce e l’altro. Un continuo lavoro di panpottaggio aiuta a “muovere” i campioni di voce e gli inserti che si alternano tra noise, silenzi o feedback sospesi tra i vuoti, ma che forse meritavano ancora più attenzione e studio, proprio perchè i più interessanti. Brani brevi, come piccoli frammenti di una storia, come fosse un copia e incolla di scatti fotografici a volte in bianco e nero, altre volte a colori. Un bel lavoro di ricerca, forse non “messo a fuoco” completamente, ma che ha dalla sua parte una freschezza e spontaneità non sempre percepibili in questo tipo di produzione.

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