La Città Dolente – In A World of Nails I Have Got Nothing But My Hands (Toten Schwan, 2025)

La Città Dolente è un progetto mathcore di Milano, violentemente ancorato alla musica più devastante e devastata che si possa proporre.
Dopo il convincente debutto Salespeople è l’ora dell’uscita del nuovo In A World of Nails I Have Got Nothing But My Hands, sapientemente rilasciato da Toten Schwan Records.

Rispetto al primo disco, appare evidente un utilizzo più attento delle dinamiche e dell’alternarsi tra matrice math e matrice core della musica. Intendiamoci: non c’è speranza di riflessività e la ferocia scatenata è tra le più intense ascoltate ultimamente. Certamente le idee non mancano e alberga una certa varietà in quello che, a tutti gli effetti, più che un muro sonoro, è un continuo martellamento di timpani e degli organi interni. I traumi espressi diventano (quasi) traumi fisici per l’ascoltatore. La sensazione è quella di una caduta sconnessa da un dirupo, col corpo che si infrange, rimbalzando tra una cengia e uno spigolo roccioso.

La produzione è di qualità eccelsa, con suoni ben definiti ed, in particolare, una resa della voce molto convincente. Anche qui la sensazione è quella di avere il cantante che ci tiene stretti per il collo mentre ci strilla parole in faccia, facendoci sentire l’odore della sua disintegrazione psicologica. I campionamenti che spezzano il ritmo, già atonale e disintegrato di suo, aiutano a tenere alta l’attenzione, con varie divagazioni di carattere, soprattutto declaratorio. Una sintesi praticamente perfetta di quanto appena scritto è la necessaria Clearence Season: una hit (a suo modo).

Un altro pezzo schizzato (e come potrebbe non esserlo?!) è la disturbatissima Neon Death, che taglia l’aere peggio di una lama. Questi pezzi sono, a gusto personale, i più riusciti, ma il disco in sé porta un concept disegnato dai lamenti, dalle urla e dai rumori che non potrà mai rimanere inascoltato.

Complimenti, dunque, a La Città Dolente per averci fatto partecipi dei loro tormenti, così magnificamente rigettati tramite una ferocia urgente e necessaria.