Kirameki – A Fit Of The Jerks (Bearsuit, 2008)

Cosa chiedete ad un disco? Coerenza? Chiarezza? Intensità? Continuità? Oppure cercate di farvi stupire il più possibile? Sperate sempre, ad ogni ascolto, di essere risucchiati in un vortice di sorprese e inattese imparzialità dell'artista? Quando il livello di attenzione si abbassa sotto il decimo di secondo non vi resta che farvi ammaliare da chi, schizofrenicamente, vi mette di fronte alla vostra inadeguatezza uditiva e culturale.
_ e *, rispettivamente giapponese e inglese, riuniti dietro al nome Kirameki, mettono in riga le possibilità tecnologiche delle pubblicazioni online per scudisciare l'uditorio con una raffica di tracce, che di canzoni non mi pare il caso di parlare, composte di suoni trovati e suonati, ritmi spezzati e ricominciati, campioni fatti con la motosega, come piace definirli a qualcuno. Non siamo assolutamente dalle trendissime parti degli sperimentalismi pop e shoegaze che vanno forte tra i giovani d'oggi, looperate senza senso di staffilate di droni maltagliati. Si parla invece di una sottospecie di Cornelius, troppo facile l'accostamento nipponico, senza alcuna voglia di farti ballare. Strappi sonori e ritmici, si diceva. Sarei curioso di approfondire la loro conoscenza, per poter contestualizzare le interferenze che mi solleticano. Un disco di cinquanta minuti di incoscienza di cui ho ripetuto l'ascolto per ben tre volte prima di capire cosa stesse succedendo. Una subitanea forzatura nei processi logici del comprendere: una sorta di The Books senza piglio melodico ma con la voglia di strafare. Pochi layer ben confusionari e elementi s-collegati a s-cazzo. E, tutto ad un tratto, incredibilmente, questo disco si fa sottofondo, nella sua intemperanza sonica, e chiude i diciotto brani in maniera quasi domenicale, sorniona. Poco si sa, appunto, sui due internauti che hanno dato già alle stampe sei di questi brani su una attivissima e fervidissima netlabel olandese, la Rack & Ruin. A ben poco serve, quindi, sforzarsi per tracciare connessioni forzate, come già con un gruppo rimastomi nel cuore, gli indimenticabili Dymaxion: questa è musica che va accettata nella sua complessità e, supposta, carenza logica. Divertente, ricca di spunti e poco pretenziosa. E, proprio come nel Dymaxion di Fueller, servirebbe una mappa tridimensionale per comprendere il loro mondo appieno. Il disco costa 7£ in download dal sito della Bearsuit, buon divertimento!

Tagged under: , , ,

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blast from the past!

Eagle Twin/Pombagira - Split LP (Mordgrimm, 2010)

Pubblicato in occasione del tour che ha visto i due gruppi attraversare l'Europa, toccando anche l'Italia (se ve la siete…

30 Oct 2010 Reviews

Read more

St.Ride - Primitivo (Niente, 2011)

Gli St.Ride sulla loro Niente records continuano a sfornare dischi e arrivano con Primitivo, che altro non è se non…

30 Nov 2011 Reviews

Read more

The Enchanted Realm - Of The Pink Widower (Northpole, 2008)

Il giro della Northpole è in un certo senso fantastico, come quello dei Rollerball seppure i due non siano legati…

12 Sep 2008 Reviews

Read more

Skull Defekts - Skull Defekts (Thrill Jockey, 2018)

Non saprei sinceramente rispondere alla domanda se questo sia o meno l’album più bello degli Skull Defekts e credo che…

07 Jun 2018 Reviews

Read more

The Lodger + Je Suis Animal + Esiotrot + Mexican…

Colgo l'occasione di una recente visita nella capitale dell'impero, quello del bene, e cerco di orientarmi rispetto alle nuove coordinate…

07 Mar 2009 Live

Read more

Jane & The Magik Bananas - Inscrutable Intentions (Unrock, 2020)

Dopo un lungo periodo di silenzio ritornano i Jane & The Magik Bananas, impro trio dal nome rock’n’roll formato da Sam…

28 Apr 2020 Reviews

Read more

Simm - Too Late To Dream (Ohm Resistance, 2021)

Il bello arriva quando si perdono le speranze, rilasciando i propri gesti più intimi e personali senza più remore. Terza…

23 Nov 2021 Reviews

Read more

Orko Trio – S/T (Dobialabel, 2011)

Disco dalle complesse architetture progressive rock questo esordio dell'Orko Trio, composto da Michele Cuzziol, Enrico Giletti e Giorgio Pacorig, gode…

22 Feb 2012 Reviews

Read more

The Moo-Rays - S/T (Autoprodotto, 2015)

Garage rock 'n' roll completamente sardo. Se cercavate il fil rouge tra i mammuthones (le maschere tradizionali, non la band)…

12 Feb 2016 Reviews

Read more

Joanna Newsom - Have One On Me (Drag City, 2010)

Dopo quello Ys che tanto ha fatto parlare di sé qualche anno fa, ritorna  la principessina dell'indiefolk Joanna Newsom, ben…

02 Apr 2010 Reviews

Read more

Drink To Me - Don’t Panic, Go Organic (Midfinger, 2008)

Esordio ufficiale per i canavesani Drink To Me, dopo una serie di cd-r per la personale etichetta Stuprobrucio. Meno naif…

27 Apr 2008 Reviews

Read more

Built To Spill - 26/10/08 Interzona (Verona)

Nemmeno i Built To Spill sembrano sfuggire al triste rito del tour autocelebrativo, in cui gruppi più o meno…

02 Nov 2008 Live

Read more

Jon Rune Strøm Quintet - Fragments (Clean Feed, 2018)

Molto particolare la scelta del norvegese Jon Rune Strøm, già attivo negli interessanti Friends And Neighbors e Universal Indians, nonché…

19 May 2018 Reviews

Read more

The Tall Ships - Paint Lines On Your Glasses Look…

Nulla da dire, se non che questo disco è ben suonato e ben prodotto, il gruppo di San Diego è…

28 Nov 2006 Reviews

Read more

Jodis – Secret House (Hydrahead, 2009)

Diamo il bentornato a James Plotkin; era dai tempi dell'abisso lovecraftiano di Chaos Is My Name dei Khlyst che non…

31 Dec 2009 Reviews

Read more

Above The Tree – Into The Nature EP (Musica Per…

Ho già incontrato Above The Tree, nome dietro il quale si nasconde Marco Bernacchia, un paio di volte in passato,…

19 Sep 2011 Reviews

Read more
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Back to top