Kathleen Hanna – Rebel Girl (libro)

Kathleen Hanna rappresenta una figura importante nell’attivismo e nella storia della musica indipendente statunitense, soprattutto nel periodo degli anni novanta e primi duemila. Il libro, che si intitola come la canzone più popolare che ha interpretato, rappresenta un’intensa raccolta di memorie sulla sua vita, le sue canzoni e la sua attività a favore delle donne.
Leggendo queste e altre biografie di artisti statunitensi, una delle prime cose che risaltano sono le condizioni difficili che hanno caratterizzato i loro esordi: famiglie divise e spesso problematiche, con genitori con comportamenti al limite della molestia o del completo disinteresse, povertà estrema, difficoltà relazionali con i coetanei sembrano accomunare un po’ tutti gli artisti, che finiscono per crescere in un contesto assolutamente difficile.
In un simile scenario, la voglia di ribellione e rivalsa appare forse la molla principale che spinge questi artisti a essere attivi in un ambito nel quale riescano a far emergere il proprio disagio, operando una crescita catartica, verso una vita adulta si spera migliore.
Kathleen Hanna non fa eccezione: la sua famiglia si sfascia quasi subito sotto il peso di un padre dai modi rudi e violenti e una madre non in grado di sopportare oltre il suo comportamento fuori controllo. Il divorzio tra i due ha portato la cantante americana a cavarsela da sola fin da subito, lavorando come spogliarellista per pagarsi il college e, nel contempo, iniziando a frequentare ambienti attivi nella promozione dei diritti delle donne. Dopo alcune avventure musicali iniziali, la più conosciuta con i Viva Knivel, finalmente mette a fuoco le proprie idee, incomincia un percorso più personale e impegnato che darà adito alla formazione del suo gruppo più riconosciuto, ovvero le Bikini Kill. Nel frattempo riesce anche a fare la conoscenza di Kurt Cobain e a suggerirgli il titolo del brano che sarà, al contempo, la sua definitiva consacrazione e nemesi, Smells Like Teen Spirits.
Da quel momento è un susseguirsi di eventi che la portano a diventare una delle voci più influenti del movimento, la conoscenza con Ian Mac Kaye dei Fugazi porta il gruppo a registrare le prime cose e ad accrescere la loro popolarità. Hanna organizza anche sessioni di ascolto per ragazze in difficoltà e invita sempre le ragazze a essere in prima fila durante i concerti. Quello che appare incredibile è che poi lei stessa finisca con l’essere criticata dal suo stesso pubblico per le ragioni più disparate: dall’aver registrato Rebel Girl con Joan Jett (evidentemente troppo mainstream per il pubblico punk, nonostante sia la produttrice dei Germs!), alla presunta incompatibilità tra l’essere spogliarellista e femminista, a cui si aggiunge l’aver raggiunto un ruolo troppo di punta nel movimento, per poi essere accusata di essersi messa con Adam Horovitz dei Beastie Boys solo per comodità economica.
Nel libro non mancano comunque episodi interessanti del suo vissuto: la fuga dagli studi di Steve Albini dopo aver scoperto che un suo gruppo si chiamava Rapemen, la famosa diatriba con Coutney Love, le altre critiche per essere apparsa in un video clip dei Sonic Youth, le avventure al limite del paradossale nella vita on the road negli Stati Uniti, il rompersi e  riallacciarsi dei rapporti con molti personaggi incontrati lungo il percorso, oltre ad altri eventi decisamente tragici che hanno irrimediabilmente segnato la sua esistenza.
Hanna è riuscita a passare oltre a tutto questo (e a molto altro, malattia di Lyme compresa) con una caparbietà e una forza di volontà che solo una persona determinata può avere. In questo libro onesto e concreto riesce anche a parlarne in modo diretto e senza troppi abbellimenti. Sicuramente non un romanzo, né una storia facile o una sfavillante passerella per una celebrità. Piuttosto il racconto di un’indomita passione che ha dovuto cambiare forma per ritrovare, vicenda dopo vicenda, la sua ragione d’essere, riaffermando, ancora una volta, la volontà di votarsi, con ostinata convinzione, a cause giuste e sacrosante.

Il libro, per ora inedito in lingua italiana, meriterebbe una maggiore attenzione anche alle nostre latitudini, per comprendere come si è evoluta la sensibilità comune su certi argomenti e quanta strada ci sia ancora da fare.