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Karma To Burn – Arch Stanton (FABA/deepdive Rec.)

Credo che il motivo per cui la rediviva band della West Virginia non stanchi mai nonostante il susseguirsi di album molto simili tra loro sia proprio la rigorosa esecuzione di brani sempre e solo strumentali, seppur arrangiati entro gessati hard-stoner. La mancanza di linee vocali infatti (a parte lo stupendo esordio su Roadrunner del 97) drammattizza notevolmente le canzoni rendendole vere e proprio soundtrack per western immaginari. Cavalcate senza sella al chiaro di luna: un risveglio dell’immaginazione che definirei vera e propria manna dal cielo per un genere che, nonostante i non pochi culturi, ha ormai codificato e declinato tutto lo scibile. I pezzi, nella tradizione dei Karma To Burn, continuano a mantenere semplici numeri di identificazione, mentre la personalità che li ammanta è un hard esoterico e confederato sempre avvolto da un senso di tragedia imminente. Per i cultori della Black Label Society e del Generale Lee.

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