Kajsa Lindgren – WOMB (Hyperdelia, 2018)

Seconda uscita per l’etichetta berlinese Hyperdelia, WOMB, lavoro della sound artist Kajsa Lindgren, che partendo da una base di field recordings, registrazioni concrete, voci e suoni corporei crea composizioni successivamente filtrate e riregistrate attraverso l’acqua di una piscina. La pratica, anche se non inedita, oltre ad attutire la materia, permea il disco di una patina morbida che da una pasta particolare al tutto, aggiungendo una componente introspettiva all’andamento complessivo. In effetti il racconto della Lindgren è completamente traslato e astratto, accenna alla memoria e al ricordo, ma come elementi estranei da ricomprendere al di fuori di una localizzazione spazio temporale precisa, e il peso del suono è spostato completamente a livello percettivo. Se inizialmente l’elemento liquido ha una sua riconoscibile presenza, accentuata da un’occasionale componente ritmica (Cocoon), tuttavia è un bagliore progressivamente sublimato in tensione statica, che porta con sé un senso di indefinita claustrofobia. Una graduale immersione e ottundimento percettivo dal sapore inquieto, un’osservare il mondo dal di sotto della superficie (In The Garden), a volte con riflessi di accenni melodici (The Inanimate World pt.1), fino a raggiugnere apici di consistente apprensione (All The Other Children, (Far) To Reach Me). Un suono cullante che sospinge verso la perdita di una normale rotta sensoriale, ed è nel momento in cui si è più vicini al fondo che il tutto acquista una prospettiva più completa. Se la chiusura con l’ambient drone acquatico di The Inanimate World pt2 è forse appena distratto e normalizzato da un’eccessiva armonicità, è la sospensione estraniante e scura di Forest che raggiunge le tensioni più affascinanti, una traccia dal climax esaltante, un bordone che degrada lentamente facendo emergere il contatto con il confine cangiante che separa immersione ed emersione, osservando le cose solo con gli occhi appena fuori dall’acqua; qui lo smussamento della fluidità aggiunge per contrasto ulteriore forza sonora.
Se tutto non è ancora compiuto, vuoi anche per un eccessivo astrattismo metodologico, è pregevole l’intelligenza compositiva evidente nelle singole tracce, che rende comunque WOMB un lavoro dalla sensibilità emozionale convincente, nel quale vale la pena immergersi per sondarne il linguaggio intrigante.

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