Julinko – Næbula (Avantgarde/Maple Death, 2026)

Naebula è l’album di una Julinko che mancava ormai da sette anni sul formato lungo, da quel NèktaR che ne metteva in evidenza capacità vocali e visione.
Ora, sin dalle prime note di Osmos sembra trasportarci in una sorta di bosco oscuro e magico, dove una tastiera ed un organetto si uniscono in un suono sepolcrale e leggero. La voce di Giulia Parin Zecchin modula suoni e vola letteralmente lasciando dietro di sé ogni traccia di fisicità. Quando poi decide di macchinare con tasti e beats ne escono claudicanti pop-songs che riecheggiano degli anni ‘80 più liberi e lo-fi, come una Space Lady ancor più eterea. Ma Naebula esiste come formazione di minuscole goccioline nell’aria, un alveo dove tutto si crea e si trasforma, tra scrosci, oscurità e lampi luminosi. In Unleash scuote il pentagramma unendo boati che ne rammentano i trascorsi rumorosi come sé queste diverse accezioni e spiriti fossero parte dello stesso percorso, un racconto a noi oscuro ma che ci affascina e sommerge letteralmente. Ogni brano è una diversa fioritura, una diversa sorpresa come il fiore nero di Jeanne De Rien dove non si può pensare all’oscurità messianica della Diamanda Galas più spirituale. Quando poi risuonano le corde di un violino o di uno strumento a corda l’unione con la voce di Giulia sembra riportare a deviazioni naturistiche e fatate di soggetti minimalistici: Kiss The Lion’s Tongue si rapprende in una forma canzone vibrante e sussurrata che trascende il tempo presente fino a diventare una sorta di continuum sonoro. Con Throw Ashes! Le profondità formano miniature vibranti e metalliche in un continuo oscillare nello spettro fra il buio e la luce di Samadhi, dove l’ombra di Sinead O’Connor si palesa in un brano intenso e lenitivo. Naebula è una continua sorpresa, lasciando una filastrocca mortale in chiusura, porta ancor più bislacca ed oscura ad ulteriori e misteriosi universi. Il percorso di Giulia Parin Zecchin è in piena evoluzione e la sensazione è che le sorprese non siano per nulla finite. I nomi citati in questa sede non ne fanno un’epigone ma una sorella, u-un’altra stella che saprà di certo brillare ancor di più. Cresce la curiosità per vederla dal vivo, immaginando come tutto questo possa trasformarsi in uno spettacolo (forse?) reale, portando ad incarnarsi 44 minuti di energia personale, ciondolante e flessuosa.

A questo punto l’unico dubbio che può essere legittimamente rimasto sarà quello se acquistare Næbula da Avantgarde Music o da Maple Death Records e qui non vi possiamo aiutare!

Per il metallo avant:

Per la morte d’acero:

Oppure allo Spazio X di Treviso al 7 febbraio od al Bronson Club di Marina di Ravenna il 13 (insieme a Massimo Silverio).