Jules Reidy & Sam Duscombe – Edge Games (Futura Resistenza, 2025)

L’incrocio fra ì berlinese d’adozione Jules Reidy e Sam Dunscombe produce una terza entità, Jam Dundy, in grddi di affascinarci con sue lunghe suite molto diverse tra loro.
Dancing Anyway è solenne e satura, lenta, apparentemente immobile e lucente. Chitarra, clarinetto, elettronica, field recordings ci fanno entrare in una stanza luminosa posta oltre il feedback. Una stanza dove i due apparecchiano pareti di elastici smossi dalla chitarra e dal clarinetto basso e mandati in risonanza. Vibrazioni che si imprimono nella testa e nelle viscere, soverchiando il corpo e l’aura degli ascoltatori.
Gracelords è più lineare, umana e morbida, rintocchi di chitarra ornati da un bordone di suoni lievi e naturali, pastorali. Un suono che entra letteralmente sottopelle e pur più delicato e candido della sua gemella non passa mai inosservato né rischia di diventare sottofondo. Semplicemente richiede attenzione ed accortezza, per godersi uno dei quarti d’ora più toccanti dell’anno e confermando Jules Reidy come musicista in grado di esprimersi in coppia senza perdere un briciolo della propria personalità (remember lo splendido album con Andrea Belfi) oltre a renderci noto un altro musicista, Sam Duscombe, dotato di una grazia e di una tecnica sopraffine.
Questi due brani vi trasporteranno in uno spazio ben definito dal quale non vorrete ne potrete uscire, ma nel quale sarete sottoposti ad un incontro, un esperimento ed un viaggio liminale. Non abbiatene timore a lanciatevi sul bordo.