John Southworth – The Red Castle (Tin Angel, 2025)

Venuto dal punk e dalla psichedelia il canadese John Southworth continua a stendere mani di bellezza e candore per Tin Angel Records. Gli arrangiamenti dell’iniziale Moonball calzano a pennello con il clima natalizio di questo periodo e più in generale la mano di un professionista della produzione jazz come Jean Martin (in carniere David Murray, Evan Parker, Phil Minton e molti altri) lustra in maniera elegante il cantautorale appuntito e leggiadro di John. Al suo servizio un vero e proprio stuolo orchestrale, con ben quindici musicisti a rendere il viaggio nel rosso castello illustrato da Jorinde Becker un vero e proprio viaggio magico.
Immaginatelo come un Meat Loaf crepuscolare ed intimo se capite il tipo di forza espressa, anche se a tratti la leziosità ha la meglio facendo scemare un’atmosfera molto ben congegnata (l’insipida Burning of the Notre-Dame). Pianoforte e voce per attimi che sembrano filmati con il lumino della commozione, archi a sorreggere fiori e visioni divine ed isole misteriose di eleganza incredibile, i viaggi di John Southworth sono visioni incredibili e coinvolgenti anche se in qualche caso la scintilla fatica a scattare.
Quasi come una bella cartolina che però sistemo subito in qualche libro o fra la carta straccia il castello rosso è un fondale che non riesce ad sostenere la sostanza della propria forma. Peccato, che le idee non mancano ma non credo saranno storie che ci ricorderemo nel periodo prossimo venturo.