Venuto dal punk e dalla psichedelia il canadese John Southworth continua a stendere mani di bellezza e candore per Tin Angel Records. Gli arrangiamenti dell’iniziale Moonball calzano a pennello con il clima natalizio di questo periodo e più in generale la mano di un professionista della produzione jazz come Jean Martin (in carniere David Murray, Evan Parker, Phil Minton e molti altri) lustra in maniera elegante il cantautorale appuntito e leggiadro di John. Al suo servizio un vero e proprio stuolo orchestrale, con ben quindici musicisti a rendere il viaggio nel rosso castello illustrato da Jorinde Becker un vero e proprio viaggio magico.
Immaginatelo come un Meat Loaf crepuscolare ed intimo se capite il tipo di forza espressa, anche se a tratti la leziosità ha la meglio facendo scemare un’atmosfera molto ben congegnata (l’insipida Burning of the Notre-Dame). Pianoforte e voce per attimi che sembrano filmati con il lumino della commozione, archi a sorreggere fiori e visioni divine ed isole misteriose di eleganza incredibile, i viaggi di John Southworth sono visioni incredibili e coinvolgenti anche se in qualche caso la scintilla fatica a scattare.
Quasi come una bella cartolina che però sistemo subito in qualche libro o fra la carta straccia il castello rosso è un fondale che non riesce ad sostenere la sostanza della propria forma. Peccato, che le idee non mancano ma non credo saranno storie che ci ricorderemo nel periodo prossimo venturo.
John Southworth – The Red Castle (Tin Angel, 2025)
