Secondo disco per questo ragazzo sulla rampa di lancio in pressoché tutti i media e social.
Anche la press sheet ufficiale di presentazione dell’album (di una label rispettabilissima, che sa il fatto suo) ne parla quasi come di un profeta e di un messia del rap e dell’ hip hop inglese.
Noi non siamo certo degli storici ed espertoni del genere, la merda dalla cioccolata però riusciamo quasi sempre a distinguerla anche in questi casi.
Autotune senza possibilità di scampo, zero flow, poche idee, tanta produzione, testi che parlano di nomi e di miti a caso. Poco talento, poca polpa tolti gli effetti speciali, possiamo dirlo?
“Il nuovo David Bowie” s’intitola uno dei primi brani. Stavo cadendo dalla sedia. Per fortuna il “nostro” non lo cita mai, ci mancherebbe altro, si limita ad autoparagonarsi ad Andre3000 degli Outcast perché, come lui, ha sempre le tasche piene di quelle cose che fanno starnazzare e twerkare le oche pagate per fare i video.
“Black” “British” “Music”. Esistono delle associazioni che proteggono i diritti di queste tre parole? Che possono fare causa a Jim nostro per come se ne appropria e le utilizza?
Stormzy ce lo siamo ormai giocato (ha dato il suo nome e faccione a un panino dei Mcdonalds inglesi… che brutta fine…), ma porca puttana ci sono ancora i musicisti e animali da palcoscenico alla Flowdan ,quello sì che fa vera black british music nel 2025…
Jim Legxacy – Black British Music (2025, XL Recordings)
