Xiu Xiu è uno di quei progetti in grado di entrarti sotto pelle. In giro da un quarto di secolo Jamie Stewart ed i suoi sodali, da qualche anno ormai Angela Seo è più tardi David Kendrick battono gli angoli più oscuri e tormentati di un mondo del tutto personali. Il loro ultimo disco, Xiu Mutha Fuckin’ Xiu: Vol. 1, è un insieme di riletture di brani altrui, filtrate attraverso una sensibilità singolare. Raggiungiamo Jamie via mail per porgli qualche domanda a proposito, questo il resoconto.
Salve Jamie! Ho sempre trovato i dischi di cover crocevia importanti nella discografia di una band. Come si arriva a dedicarsi alla rilettura? Com’è nata l’idea di mettere su disco questo brano nati per le sottoscrizioni dei vostri fans?
Come per ogni cover che abbiamo mai realizzato, la dedica nasce da un sentimento di gratitudine per l’artista e per l’opera originale. È un tentativo di onorarla.
La gente ci chiedeva se ci sarebbe mai stata una versione fisica delle canzoni alle quali si erano abbonati. Dopo circa 5 anni, è sembrato il momento di provarci.
Siete famosi per cimentarvi con materiale di altri autori, ma come avete organizzato il disco? Come avete scelto quali brani inserire?
Abbiamo fatto un paio di sondaggi online per vedere quali canzoni piacessero di più alla gente, dai quali sono risultati diverse piacevoli sorprese. Poi abbiamo parlato con la nostra etichetta, decidendo di includere solo un paio di scelte personali. È stato uno sforzo di gruppo.
Xiu Xiu è visto come progetto nel quale sei centrale, anche se Angela e David ne sono parte importante. Che tipo di discussione e scelta c’è stata rispetto ai brani? Sono rappresentativi di tutti e tre oppure c’è stata qualche resistenza o spinta?
Siamo tutti disposti a correre rischi e provare qualcosa di nuovo. Quando si tratta di materiale, raramente ci sono conflitti. Ci fidiamo l’uno dell’altro.
Tra Runaways e Coil c’è un mondo intero. Ma che musica vi ha spinto a suonare, ad imbracciare microfono e strumenti?
Da bambino? Sono stato molto fortunato perché mio padre era un musicista e mi ha regalato ottimi dischi durante la crescita, come Talking Heads e Otis Redding. Avevo anche un amico che aveva sorelle più grandi più cool e ascoltavano
i dischi goth della 4AD degli anni ’80, e poi semplicemente girando la manopola della radio mi sono imbattuto in un programma reggae della domenica sulla radio pubblica KPFK. Tutte queste cose sono successe quando ho preso in mano per la prima volta un basso. Amo ancora tutta questa musica formativa.
A distanza di 22 anni ho avuto il piacere di vedervi all’ultimo vostro concerto milanese e mi siete sembrati in splendida forma: com’è cambiata la routine Xiu Xiu in un quarto di secolo? Come fate a mantenere questa intensità?
AH! Sei gentile. Non bevo in tour, dormo il più possibile, mi alleno tutti i giorni quando non sono in tour e faccio riscaldamento vocale
come un maniaco. Non è affatto divertente, ma bisogna farlo. Quando non sono in tour sono più o meno un degenerato totale per compensare
il fatto di comportarmi così bene altrimenti.
Vi siete trasferiti dagli Stati Uniti a Berlino qualche anno fa. Un bilancio? Potrà essere una soluzione a lungo termine? Come va con il tedesco ed il cibo?
È un progetto a lungo termine quello di rimanere in Europa. Mi mancano gli Stati Uniti per molte ragioni, ma ovviamente è un ottimo momento per NON essere lì.
Il tedesco è difficile, ma sto seguendo dei corsi e sto migliorando, LENTAMENTE, ma non mi arrendo.
Il cibo a Berlino non è un granché, ma grazie ad Angela ho un paio di posti decenti dove mangiare, per fortuna.
Lo scorso anno vi ho chiesto come co-produttore il permesso di poter pubblicare una vostra cover per i Sad Pony Girl. Che sensazione vi da l’essere sia ispirati che ispiratori?
È un onore straordinario per il quale vi ringrazio.
Che tipo di lavorazione e soprattutto che tempistica ha avuto la genesi di questo disco?
È tratto da canzoni che fanno parte della nostra serie di abbonamenti Xiu Mutha Fuckin Xiu sul nostro sito xiuxiu69 , iniziata nel 2020. Ogni mese pubblichiamo una cover, una versione solista della canzone Xiu Xiu, una parte di una serie di lamenti sperimentali in 12 sezioni, un pacchetto di campioni, blocchi di canzoni Xiu Xiu e cartoline fatte a mano. Abbiamo scelto le canzoni del disco XMFX tra le cover di questa serie. Ad oggi siamo arrivati a 71 pubblicazioni.
Dal titolo possiamo supporre un secondo volume, ma già questo primo volume ha delle appendici meravigliose. Sarà un progetto che arriverà a breve oppure è una porta aperta su un futuro senza tempistica?
Abbiamo intenzione di farlo ma non sarà presto. Forse tra altri 5 anni, a meno che non sia morto.
Ed allora, in queste semplici battute, esce una verità sacrosanta. Xiu Xiu non tradiscono, riescono anno dopo anno a garantire un viaggio nelle loro e nelle nostre profondità, incidendo non solo dischi ma solchi nelle nostre anime in maniera chirurgica. Per chi volesse, quindi, c’è la possibilità di rendere sistematico questo dialogo, questa donazione di creature, riletture e visioni. Oppure aspettate, come il sottoscritto, di farci travolgere ogni volta che ne avranno voglia.

