J.WLSN – 1993 (Room40, 2002)

Non so come abbia passato la sua carriera musicale Jonathan Wilson, ma posso immaginare gli ultimi due anni come abbastanza cruciali, come per tutti noi.
Immaginiamoci il continente oceanico, una famiglia, due figli, uno di due ed uno di sei anni, una bicicletta con cui staccare prendendosi un paio d’ora al giorno con loro ed un lavoro a tempo pieno. Che rimane?
Spazio. Per la musica, per il suono, per lo spazio stesso. Suoni dilatati, incartapecoriti, aperti.
Quasi inquietanti, ad un passo dall’Eerie, dove i paesaggio si trasformano in lande desolate,i prati si fanno grigie radure e tutt’intorno cala la nebbia mentre dovrebbe splendere il sole. J.WLSN smonta, complice il figlio Rowland, nastri di musica anni ’90 per dar loro un nuovo significato sonoro. Li trasforma in spettri ambientali, in paesaggi dove, nel pieno della luce, ogni angolo presuppone si nascondano ombre e spettrii, presenze consone al paesaggio, come ogni essere che pensiamo sia fermo ed inanimato (davvero credete che i soggetti delle fotografie non si muovano quando non li guardiamo? E nemmeno le bambole? Contenti voi…). Il tutto si presenta però come una pacifica convivenza, un abbassamento del ritmo umano alla stregua di organismi rarefatti, note che si susseguono come se i Friends of Dean Martinez fossero andati a casa di Roy Montgomery e sulla strada siano stati precipitati in una tempesta di sabbia. 1993 è quello che avremmo trovato oggi, dopo 19 anni, dei musicisti e dei suoni mummificati. Suoni lontani, quasi ossei, come se un’orchestra si fosse tramutata in un carillon. In Ring In It arrivano delle campane, o forse dei ciottoli, non importa, è il suono ad avere la meglio e non la sua definizione, noi siamo ormai un granello di sabbia nella radura, insieme agli altri elementi…
Non so nemmeno se 1993 sia un disco, forse è solo un ricordo sbiadito, di quell’anno dove lavoraro per raccogliere i soldi ad acquistare un vecchio motorino, o forse è solo il sole del continente fossile ad aver mishiato le suggestioni ed i miei ricordi.