It It Anita – HI HI HA HA (Vicious Circle, 2026)

Con Hi Hi Ha Ha degli It It Anita torniamo a parlare della francese Vicious Circle, etichetta che negli ultimi anni ci ha garantito una bella qualità fra suono internazionale (Troy Von Balthazar e Shannon Wright) e locale (i Mule Jenny). Il trio Liegino è in giro da più di un decennio e non sembra minimamente intenzionato a mollare il ritmo: ghigni sardonici, violenza, un suono che sembra non aver perso un’oncia della sua potenza nonostante l’acqua (della Mosa) passata sotto ai ponti, unendo elasticità e furia. Nulla di originale ma quella miscela fra hardcore, suoni pesanti e sporchi e quel suono indie statunitense come potevano esserlo i Killdozer ed i Cows. Le due voci degli It It Anita creano dinamiche inaspettate e brutali, fra racconti ed urla per un inizio che con i primi due pezzi ci schiaffa una combinazione stordente in pieno volto. Lion Tamer piazza dei vuoti e dei pieni inarrestabili, onde e gorghi che ci trascinano in un baratro dove seguiremmo il trio anche se non costretti, incuriositi da tanta intensità. Più avanti si sente una certa tensione fra la parte pop-wave e quella hardcore e mi vengono in mente alcune pagine lette lo scorso anno sui Die Kreuzen e su una scena che quarant’anni fa instradava un certo suono negli Stati Uniti. Se poi consideriamo che il primo ep degli It It Anita si chiama John Agnello, dal nome dello storico produttore che lo ha registrato vedremo che il mondo aperto dalla band è letteralmente straordinario. Di loro ci mettono enfasi, fantasia e la capacità di non annoiarci mai, nemmeno quando le espressioni sembrano più caricaturali o stentoree. Una BIMB che sembra chiamare a raccolta i Beastie Boys, a tirare il lancio ad un finale di disco ad altissimi livelli. Forse a questo punto li avremmo desiderati più cattivi e meno cazzari, penso ad una Trevor perfetta per cadere nella psicosi che però non riesce a spingere a fondo. Fortunatamente Over/Under invita i fiati ad accarezzarci, mettendo nella mistura ancor più ingredienti, magicamente utilizzati da Michaël Goffard, Bryan Hayart ed Elliot Stassen, perfetti per ammansirci accarezzandoci la schiena prima di farci finire cantando a squarciagola con loro.
Una gran bella scoperta, da doppiare immediatamente su nastro e lasciare lì, in mezzo ai suoi a loro affini, affinché si riconoscano come simili e ci sostengano nei momenti del bisogno.