La scoperta di nuovi mondi tramite Makkum Records sta diventando una splendida abitudine. Attivi dal 1982, dopo una pausa di 30 anni gli It Dockumer Lokaeltsje sono tornati in una seconda fase che li ha portati ad incidere quattro album in nove anni. Oggi come allora trio con Fritz De Jong, Peter Sijbenga e Sytse J. van Essen sembrano baciati da quel fuoco sacro che permette loro di apparire come punk qualsiasi musica affrontino. In questo caso sembra che dal cappello cavino acustiche in odore da no-wave, recitati al limite del western mattutino, gighe punk. Non ne conosciamo la reale portata ma di certo sarebbe bello riuscire a capire qualcosa di quel che successe nella scena punk e post-punk frisona, per portarli ad avere una resistenza è freschezza così stimolante. Nei momenti più canonici come En de berntsjes paiono un incrocio bastardo è rallentato di Viagra Boys e Jesus Lizard, ma l’impressione generale è quella di un disco compatto, unito in tecnica e furia seguendo le proprie indoli. Spesso le linee vocali si trasformano in storte filastrocche trasfigurate, che risuonano minacciose e magiche come Nim de Huawei, dando l’impressione che il trio abbia saputo materne la freschezza e la curiosità infantile iniettandola in un post-punk del tutto personale. L’album fila sorprendendoci per la sua duttilità, in dieci tracce brevi e lancinanti che non faticano molto a farci scalare file in un ipotetico live, per poter vedere da vicino questa chicca perfettamente conservata.
It Dockumer Lokaeltsje – Loop of Sloop (Makkum, 2026)
