Iacampo – Preghiere contemporanee (Sound to Be / Ada, 2026)

Risvegliato da una segnalazione casuale mi accorgo dell’uscita di Preghiere Contemporanee, ultimo album di (Marco) Iacampo, settima fatica da solista considerando gli album a firma Goodmorningboy. La sua è una carriera alla quale mi sono accostato con poca costanza, innamoratosi ormai nel 1998 dopo aver assistito ad un’esibizione degli Elle ad Arezzo Wave e portata avanti a fasi alterne. In queste preghiere contemporanee oltre a riprendere le passate e giovanili esperienze nel canto liturgico Marco sceglie di affiancarsi ad alcuni tra i migliori comprimari e sodali possibili: Chiara Castello alla voce, Leziero Rescigno alla produzione ed alle percussioni, la fisarmonica di Sergio Marchesini, il contrabbasso ed il pianoforte di Alberto Zuanon, il violoncello di Giuseppe Franchellucci.
La voce di Marco è sempre illuminata, le parole in grado di colorare i paesaggi tenendo ben presente il funzionamento della musica pop, come l’iniziale e frontale Mondo parallelo. Va a riprendere il messaggio della divina bontà, accompagnandola ad una qualità impeccabile lungo otto brani, con una compassata capacità di dire le cose più semplici senza essere didascalico.
Potrebbe essere un disco gospel Preghiere contemporanee, di certo è un lavoro che colpisce per la sua capacità di cercare il medesimo regno, dividere oneri ed onor raccontando di sé e degli altri. A tratti pare di ascoltare un oratore spirituale con forma e stile, pendendo dalle sue labbra a prescindere dalla direzione indicata. Lo scambio d’amore di Come due cuori è sincero e toccante mentre la conclusiva In tutti i miei guai rimette priorità e visioni nelle giuste proporzioni. Preghiere contemporanee è un disco onesto e sentito, in grado di andare oltre alla sua forma per esprimere ancora una volta un’artista in grado di cesellare opere compiute secondo una precisa visione. Avercene…