Oggi un disco di classica. Perché? Perchè sì.
Perché oggi dovevo avere un’ora e mezza di tortura dal dentista, ed invece è diventata mezz’oretta leggera.
Perché un caro amico finalmente è riuscito a sbarazzarsi del suo corpo contro cui ha dovuto lottare per tutta la vita. Senza nessunissima colpa se non quella di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato con le persone sbagliate. Quindi ci ha chiesto di passare almeno gli ultimi giorni della sua vita con noi, piccole ombrelle nell’uragano continuo della sua esistenza, noi che sappiamo come farlo star bene per pochi istanti, quelli che bastano a dare un colore diverso al giorno. Sì lo so, voi avete il Vaticano in Italia, ste cose non le potete concepire ne capire.
Cazzi vostri. E buon 8 per mille.
Fantastici duetti improvvisati con le colleghe/amiche,”Senti, stanotte con te c’e’ quel rompicoglioni di italiano.. lo faccio entrare in stanza? Ti prego dimmi di sì cosi’ me lo levo dalle scatole per qualche minuto…” Mi fa l’occhiolino sorridendo e mi fa cenno di entrare. Vado subito all’attacco come piace anche a lui “Allora ieri notte com’è andata? Hai finalmente cambiato idea sulla squadra da rifare? No??? Tifi ancora United?? Ma fa schifissimo! Ma prenditi il City no? Loro vincono sempre…“.
Scuote la testa con le pochissime energie che ha e sorride tipo “Italiano pelato, sei un dito ar culo ma ti voglio bene“.
Ha molti moltissimi CD. Anche lì, nessuna pieta’ da parte mia. “Senti vecio, Annual Ministry of Sound ancora ancora si puo’ ascoltare, ma Mariah Carey dai cazzo…guarda facciamo così, passano venerdì a ritirare la plastica, faccio uno scatolone di tutta sta plastica inutile ok?”
Ci sentono ridere fino dal piano di sotto, i colleghi vengono a vedere che succede. “Madonna Diego lo stanchi troppo, smettila che deve riposare e dormire! Dì vaffanculo a Diego così se ne va!”
“Bugger off”
Ecco, questo invece e’ un CD che gli avrei regalato volentieri e che va messo in loop anche a chi non mastica molto la classica. Molti…classici, interpretati ed eseguiti da uno dei maggiori talenti emergenti contemporanei degli 88 tasti. Non sono pienamente convinto solo del suo Bolero di Maurice Ravel, ma averce di dubbi così… . Le due interpretazioni più contraddittorie di Sumino sono le ultime due, i quasi nove minuti del suo Bolero dove rischia tantissimo, e la ninnananna anglofona per eccellenza Twinkle Twinkle Little Star trasformata in un vero e proprio assalto alle tenebre, una gioiosa ballata per restare svegli fino all’alba. Carattere,personalità, faccia tosta a pacchi, niente da dire.
Sono qui davanti a questo tramonto sul mare, c’ho passato mezz’ora l’altro giorno pensando a Jhonn Balance, proprio vent’anni fa lui viveva in questo blocco di case sulla costa dietro di me ed ha avuto l’incidente domestico che ha messo fine al viaggio terreno suo e dei Coil.
I gallesi devono essere talmente stronzi da aver inventato una macchina sparanuvole per rovinare tutti i tramonti a noi inglesi che li potremmo gustare ed ammirare quasi ogni sera da qui.
Oggi invece il sole in tutta la sua magnificenza rende omaggio alla tua partenza, caro amico mio.
Cosa resta di questo disco alla fine di questo giorno? Ne puoi fare una strenna natalizia. Natale capita una sola volta all’ anno, si sa, è un’occasione speciale…
Io ne ho prese due copie, una per me per mettere tutti i chakra in asse e per stramaledire i gallesi quando ci fottono i tramonti, una invece per una grandissima fica che passa a pranzo qua vicino ogni mercoledì. “Sei molto dolce e gentile” mi fa, quel giorno che ho provato invano a offrirle qualcosa durante la sua pausa pranzo. Passa il suo tempo a leggere e a scrivere, zero cellulare. Che spettacolo, amisciii.
Le deve piacere per forza questo disco come regalo per Natale.
Perchè, ok, Natale è festa un giorno all’anno, ma la fica è festa e gioia di vivere 365 giorni l’anno…
Hayato Sumino, “Human Universe” (Sony Classical, 2024)
