Haile Sainte – Ionia (Solium, 2026)

Dal Texas a Solium Records, per un disco soul che sembra costretto fra sirene shoegaze e vibrazioni rumoriste. Da South Fort Worth del suo autore sappiamo ben poco, se non che la musica sembra essere profondamente legata ad un percorso di fede prima protestante e poi tewahedo (una frangia ortodossa della chiesa etiope), venendo a contatto tramite la nonna con un bagaglio di musica soul che è riuscito a rimasticare in maniera coerente e splendida. Spesso si ha paura che la voce possa spezzarsi, l’intensità trasformarsi in pianto ma Haile Sainte riesce a portare a termine i suoi canti, quasi come se non fosse solo ma sostenuto dalle anime di chi ha benedetto un tale splendore. In qualche modo le vibrazioni, i drones di Ashes, il mondo che viene costruito sin dall’immagine di copertina rende impossibile resistere al fascino di Haile, tanto da ipotizzare un’inimmaginabile unione fra i primi Dälek, Gallant e Daniel Givens. Lo so, lo so, ma avete presente quando si dice di aver sentito la voce di un angelo? Ecco, qui si può ben dire di ascoltarne i movimenti fra i mondi, in paradiso ed all’inferno, portando dentro di sé uno tormento atavico ed uno sguardo urbano e psichedelico. Quando la voce solfeggia dritta sotto c’è un finimondo che sembra la savana in auge e movimento, come una Veil nella quale i vocalizzi viaggiano liberi quasi rimbalzando sui suoni, fino all’inserimento di arie liriche e flauti in una drammatizzazione che si incancrenisce distorcendosi. A tratti i mondi viaggiano sfalsati, come se la quadricromia che componesse il suono di Haile non fosse perfettamente centrata, mostrandone le diverse anime. Questa sorta di mobilità rende il viaggio all’interno di Ionia ancora più intrigante, percependole unione dei diversi stili che possono emergere l’uno sull’altro oppure farsi ubriacanti e leggeri. Termina con le diverse voci che si rincorrono alte sulle tracce in una souplesse straordinaria, con un compendio di suoni ecclesiastici che terminano di colpo.
Ed ora? Che cosa abbiamo appena ascoltato? Wow…