Quartetto bristoliano con la voce di un’ugola, quella di Yasmin Berndt, che sembra battezzata a bourbon ed asfalto, mentre la musica si fa ombrosa e contemporanea con i controcanti della batterista Poppy Dodgson. Si barcolla nei peggiori bar della città come cani insieme alla bassista Zoë Zinsmeister ed alla chitarrista Polly Jessett nelle Grandma’s House. Non sembrano voler inventare nulla le quattro, del resto con il nome che si sono scelti sono piuttosto delle ottime ricercatrici, scovando riff e linee che richiamano il passato sia prossimo che remoto, rielaborate il giusto come in ogni debutto che si rispetti. Le quattro, fissandoci dalla vetrata in copertina mettono quasi soggezione: parte intruse inquietanti, parte circolo inarrivabile, sanno benissimo dove mettere voci e strumenti, con un senso del ritmo e della melodia invidiabile: la persistenza nella testa di Blue Oblivion sarebbe perfetta per una corsa notturna in automobile, alla ricerca od in fuga da qualcuno. I brani hanno qual groove sporco, quel già sentito che ce la fa aderire perfettamente addosso come delle braghe sdrucite, ritrovandosi a fare i cori per Hurricane come fossimo le peggiori cantanti all’angolo del night club o del saloon di zona. Si danza con suoni che sembrano lame, sotto fiati che sembrano riflettersi nella luna, oppure in trenini che finalmente rispettano le grandi hit. Ma soprattuto a tornare a tratti è quel mistero inquieto che le quattro trasmettono in una Taxidermy travolgente, oltre alla sensazione di trovarci di fronte ad un progetto ben più che rodato. Forti delle loro esperienze live che per anni le hanno preparate a questo momento le quattro sono autrici di un disco che tutto sembra tranne che un debutto. Intenso, nel quale perdersi tra buio ed ombre, seguendo le sagome di Yasmin, Poppy, Zoë e Polly: portano la primavera, nel senso della leggiadra Spring che chiude il disco, ma soprattutto chiariscono sin da subito di essere pronte ad usare tutti i loro centrini e le tovagliette ricamate per rendersi insostituibili ed ornare un disco che è un piccolo gioiello.
Grandma’s House – Baby You’re a winner (Brave Yourself, 2026)
