gRAEFENBERg – Ishikozume (Autoprodotto, 2013)

Ritornano con un nuovo disco i gRAEFENBERg, sempre divisi tra Casale Monferrato e Roma e sempre dediti al rumore, decisamente declinato nelle sue accezioni più varie ed interessanti: cosa non sempre scontata, dato che dopo l’ubriacatura di musica neo industriale di questi anni non molti hanno sviluppato una via davvero personale al genere e a volte sono i nomi con meno “hype” e blasoni di altri a sorprendere maggiormente.  Quello che ad oggi è diventato un trio (Andrea Prevignano, Gianni Faluomo e Pierluigi Pugno) sfodera infatti un disco perfetto, tra atmosfere sempre scure ma mai banali e ritrite: i tre brani di Ishikozume lasciano spazio a diversi intrugli della stessa infernale sostanza, probabilmente la polvere di asbesto, con cui intossicare le vostre orecchie e da lì la vostra mente. Il primo movimento parte con droni imperiosi e trascinanti, vere e proprie colate laviche che lasciano poi spazio a glitches quasi inebrianti in loop con stridii vari; da qui si tracciano già alcuni elementi che caratterizzano il disco: la incredibile distinzione dei vari suoni, a volte grezzi ma lavorati accuratamente e sempre molto a fuoco, e poi il ritmo che la fa da padrone conducendo il gioco e non lasciando mai che il magma si disperderda senza una direzione. Nel secondo movimento questo è ancora più chiaro, infatti una ritmica semplice e diretta dirige il rumore bianco con fare marziale, per poi perdere la direzione tra i propri stessi echi e sfaccettare il brano con percussioni che sembrano avere un andamento a spirale; altro elemento che fa la differenza: tutto varia in Ishikozume, idee e trovate non si adagiano mai ma il caleidoscopio sonoro vi ruota attorno vorticosamente.Il terzo movimento è più riflessivo, un dub completamente atipico a base di fruscii e basse frequenze prima accennate e poi in crescendo, affiancati solo da una singola e chiara nota di piano che fende il suono come una luce nella nebbia. Tra il meglio della Rune Grammofon e Pansonic, un disco dal gusto nordico ma dal cuore mediterraneo per un certo suo lirismo: consigliato!

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