Non nuovo a una scrittura ricercata e di alto respiro, Giuseppe Giusva Ricci torna sul luogo della ricerca letteraria con un’opera in cui maneggia abilmente il timbro del prosimetro. Uno sguardo senza pietà sulle storture di un presente ormai prossimo alla distopia pura che vede in campo per la prima volta come casa editrice la label romana Subsound Records e la sua nuova Eretica. Futuro Meraviglia è un volume congegnato per far risaltare nel modo più frontale possibile le contraddizioni sociali e politiche di un mondo ormai privo di etica e di riferimenti intellettuali capaci di porre un argine al dilagare della menzogna, della propaganda e della riproducibilità infinita di schemi schiavizzanti dell’essere umano. E con una musicalità impetuosa il Nostro traccia un sentiero che ingloba tutti i temi a lui cari – in passato già delineati nei suoi studi sociologi come in La teledittatura (Kaos Edizioni, 2003) come anche nei suoi precedenti romanzi – per tornare a ragionare sul vero senso della libertà. Quella ormai consunta parola che a guardarla con gli occhi di Ricci, appare una “meraviglia stuprata / fiaccola spenta astrazione adulterata / emblema deturpato totalizzante evocativo mistificato per réclame ridondante / impostura sottoposta sposata consumo invocazione perenne rinnovo alienazioni / ciglio pericoloso baratro sconfinato”.
Una disamina spietata che cerca nessi e cause, passa al setaccio i falsi miti del successo e di uno stile di vita propagandato occultamente a discapito di una relazionalità sana. Un mondo pervaso dalla deturpazione delle giovani menti come riproducibilità di una mera merce di consumo che avevamo già letto nel flusso di violenza del romanzo Sbranando Dio e nella presa di coscienza di E Giustizia per tutti, e che qui viene nuovamente preso di petto. Ma il linguaggio poetico cerca il ritmo caustico, scopre, attacca, mette in ordine idee vaganti come mine antiuomo cercando di darne conto attraverso le sensazioni più disarmanti e vere. Se la dieta quotidiana a base di “social, isolamento e pornografia come prostituzione” pronuncia parole d’ordine praticate quotidianamente ma mai realmente viste per ciò che sono, un primo passo verso l’imbocco di un ragionamento efficace è sicuramente indicarle; evidenziarne la portata per farne dibattito reale, condiviso, e far uscire dal torpore quegli stimoli assopiti sotto il continuo “adescamento per autosoggiogata plebe”: una occulta forza, ormai metabolica, che sa bene come offuscare la ragione e sostituire il desiderio con i sogni di un loisir parossistico e vuoto.
Non poteva mancare anche stavolta un’altra grande passione di Ricci, noto DJ nonché curatore da alcuni anni di un festival musicale che si svolge in quel di Cattolica, sua città natale, il cui titolo rende bene l’idea di base: Rumore Adriatico, musica dal presente. Il volume si chiude infatti con righe veloci che tratteggiano alcuni dischi cari all’autore, opere recenti che resistono alla massificazione contemporanea: dal duo Bono /Burattini, agli apocalittici OVO, passando per Blak Saagan e Godspeed You! Black Emperor, e fino a San Leo e al duo collaborativo formato da Eraldo Bernocchi e Hoshiko Yamane. Qualcosa che ben esalta il concetto di urgenza insita nell’opera, come anche le iconoclaste manipolazioni grafiche di Arte A Morte, autore dirompente e politicamente critico, che ne illustra i temi in modo altrettanto spietato. A tirare le fila di un primo ragionamento, la postfazione di una tra le voci più originali del cantautorato contemporaneo nostrano, ovvero Diego Cignitti, in arte Cigno, che ben mette in luce quanto il linguaggio di “Futuro Meraviglia” sia efficace, ti aggancia per assorbirti, non vuole farti skippare verso il prossimo contenuto, ma indicare una strada possibile verso la consapevolezza. In prima battuta proprio ai destinatari della dedica del libro, “a chi si sente inadatto, disintegrato, sopraffatto. A chi mantiene un animo intatto”. Come dice Cigno, Futuro Meraviglia “Non lo si può visitare, ma l’esserne visitati”. Perché se c’è una prima missione che Ricci ha già compiuto, è proprio quella di aver lanciato nella mischia della confusione odierna una scheggia fulminante che sa come disinnescare la grammatica dello sterile logos contemporaneo, quello dello scroll e dei due secondi di attenzione.
Giuseppe Giusva Ricci “Futuro Meraviglia” (Subsound, 2025)
