Giorgio Ricci – Insanity (Laverna, 2012)

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Giorgio Ricci, per chi di voi non lo sapesse, è un ex Templebeat, gruppo in forza alla Submission e che lavorava con il rock industriale prima che ritornasse in auge e stiamo parlando di contemporanei dei Meathead e di gente del genere. A differenza di quanto non si possa immaginare, il ritorno di Ricci viaggia su altri territori dato che si tratta di un CD di musica elettronica-ambientale molto rilassato e vagamente wave. Fra riverberi, echi quasi dub e tappeti di tastiere, qualche accenno ritmico e campioni di voce si fanno strada delle tracce con un gusto molto retrò ma con una buona impronta melodica, la traccia Txc 18.5 su tutte. Ricci dipinge paesaggi notturni, ma non sfocia mai nel pesante o nel cupo, si tratta di un’elettronica fortemente onirica che potrebbe avere un forte appeal su chi amava alcuni dei lavori ibridi del circuito ambient dei primi anni ’90. Alcune cose non avrebbero sfigurato insieme ad alcuni dischi di genere di Bola, Richard H. Kirk, o sui sampler Artificial Intelligence della Warp. Come immagino abbiate intuito si tratta di roba molto accessibile, tanto che prima di recensire il disco mi è capitato di ascoltarlo verso fine serata.