Gianluca Becuzzi – [In]visible Fields (Silentes, 2011)

Il gioco di parole che caratterizza il titolo di questo doppio CD avrebbe dovuto farci intuire che le cose non fossero propriamente come apparivano. [In]visible Fields è una compilazione per completisti dell’opera di Gianluca Becuzzi che raccoglie lavori pensati e realizzati per sonorizzare pièce teatrali, istallazioni e cortometraggi; sulla carta, all’inevitabile disomogeneità di siffatte operazioni si aggiungeva il fatto che il suono arrivasse mutilo della controparte visiva per cui era stato realizzato: insomma, ammetto che in partenza le aspettative fossero piuttosto basse. L’ascolto riserva invece più di una sorpresa, rivelandosi, nella maggior parte dei casi, assolutamente appagante.
Se le musiche pensate per il teatro e il cinema, pur piacevoli, patiscono effettivamente la decontestualizazione, pezzi come The Cage (dove una voliera viene “suonata” all’interno di una cisterna etrusca) o Water Memories (sonorizzazione di un antico pozzo), attraverso field recordings, loop e sapienti inserti elettronici, permettono all’ascoltatore di ricostruire la dimensione degli spazi e cogliere pienamente lo spirito delle performance, magari aiutandosi con l’ascolto in cuffia e al buio, così da lasciare che la mente associ liberamente immagini ai suoni. Fra tutti i brani spicca, ancor più della lunga e quasi eponima [In]visibility che occupa da sola il secondo CD, Radio Trans It, realizzato per un’installazione di Pietro Riparbelli/K11 dal titolo Camera Sonora For 4 Radiodramas e ambientata nel salone di una residenza rinascimentale: fra onde radio, voci, registrazioni ambientali, si ha l’impressione di intercettare i segni di vita passate nella stanza nel corso dei secoli; un brano realmente inquietante ai confini fra ricerca e parapsicologia in cui l’idea di luoghi divenuti invisibili una volta passato il “qui e ora” della performance, ma rievocabili e quindi tornati visibili grazie ai suoni conservati nel supporto fisico, raggiunge la sua pienezza, sigillando un album davvero riuscito. Contro ogni aspettativa.

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