Giacomo Toni – Razzi di fuoco (Cisim, 2025)

Lo aspettavo il ritorno di Giacomo Toni. Lo aspettavo perché da quando lo conobbi anni fa con Nafta ad ogni ritorno ne ho sempre apprezzato lo spirito sudato e poetico. Debuttante una dozzina di anni fa, in questo nuovo viaggio ci immerge in storie ed immagini singolari e profonde, dipinte con schizzi degni di un caricaturista che si fa prendere la mano fino a dipingere ritratti stupendi.
Giacomo Toni ha un tocco benniano che riesce ad evidenziare gli sbandamenti, il lato grottesco ed insieme tenero di vita, morte e miracoli di paesello e contrada. C’è il cibo e l’estate, le figacce ed il divieto a parlare coi trans. La spiaggia e Jelly Roll Morton. C’è un modo di prendere i generi, ballarci insieme allungando le mani ed abbandonandoli che risulta essere assolutamente strepitoso: insieme a lui “i figli di puttana”, mostro a più teste che in questo caso si amplia fino a contenere 11 gregari ed il Mister Toni in panchina:

Villa
Peruch, Marzi, Nuti Dal Portone
Perinelli, Jandu Detti, Pretolani, Farnedi
Moder Vicari
Majoni, Naddei

per un 4-3-2-1 fantasioso che prima accarezza Jelly Roll al tavolo verde tornando ad inizio secolo e poi se va tranquillo e fischiettante per il proprio turno in fabbrica e beccandosi il tornio guasto a mani in tasca. Razzi di fuoco è un’occasione per perdersi dentro ad un disco talmente immersivo che è impensabile far altro mentre lo si ascolta: certo si può ballare, mimando il canto con in mano un mestolo e la vestaglia, con la partner a guardarti scornata come la speranza fallita che sei.
Mi accorgo di parlare poco di musica in queste righe ed è giusto ricordarvi che forse Razzi di fuoco è il disco di Giacomo Toni più compiuto musicalmente: fuori dal tempo, classico, bellissimo, perfetto per sposarsi ad un range di emozioni largo, quasi come ci fosse una lacrima in ogni sorriso e viceversa. Abbondantemente a lato, proprio come il tiro del terzino della Fidelis Andria, c’è Giacomo Toni (è quello là, laggiù) che canta ed i personaggi prendono vita dalla sua bocca. Razzi di fuoco è un disco romantico, un disco che difficilmente si assimila in fretta: bisogna far sì che decanti, meglio se con un camino acceso ed un bicchierino pronto per ogni evenienza.
Non ve ne staccherete più, anzi, inizierete a suonarlo mimando i movimenti per aria, come i migliori musicisti immaginari.

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