Fred Armisen – 100 Sound Effects (Drag City, 2025)

Di discendenza tedesca, venezuelana e giapponese Fred Armisen potrà essere noto più che altro come attore, anche se scavando giusto un attimo usciranno lati musicali per molti insospettabili. Batterista nei Trenchmouth con Damon Locks ma anche nei Blue Man Group e nei Those Bastard Souls, oltre che creatore con la Sleater Kinney Carrie Brownstein di Portlandia e colonna del Saturday Night Light.
Oggi, a 59 anni, ha pensato che sarebbe stato bello ricreare un disco che potesse contenere una pletora di suoni e di effetti, una sorta di campionario da poter saccheggiare per futuri campionamenti e per vivere dei piccoli scorci di situazioni.
Un progetto tutt’altro che scontato, considerata la voce in qualche modo narrante con la quale Fred vive le sue creazioni, all’interno di una sorta di taccuino di esperienze. Dedicato a Steve Albini e realizzato con l’ingegnere del suono Darrell Thorp e le voci di amici e colleghi, attori e musicisti prestatisi per un’opera bizzarra ma dalla quale vibra un’entusiasta sincero e che si segue ascolto dopo ascolto come un viaggio avventuroso attraverso le pieghe del suono. Così le conversazioni ed i confronti con Tim Heidecker, Mary Lynn Rajskub, Amber Coffman, Alice Carbone Tench e Riki Lindhome inframezzano piogge, scrosci, rintocchi, cerniere lampo, gufi e vento, batterie di pentole e quant’altro possiate immaginare, in un montaggio che ricorda un bizzarro radiodramma. Le nove tracce sono tematizzate, si passa dal reparto Haunted House al Camping and Leisure, Music Store and Car Doors, Film, Planes, Museum and Travel e Tasks, per aiutarci a trovare il mood giusto nel quale immergervi. Ora, 100 Sound Effects non sarà un disco che ascolteremo appassionatamente, più facile si trasformi parafrasando il grande David Foster Wallace in crociera in “Una cosa divertente che non farò mai più” ma ci dà due grandi cose per le quali essergli grati: stimolarci alla scoperta e riscoperta di un batterista libero e di un’artista che è riuscito a fare sostanzialmente quel che voleva riducendoci spesso molto bene, fornirci una banca dati di 100 effetti sonori che, ehi buttali via, si tengon lì e potranno essere utili in futuro, sai mai che succederà! Dj’s, fatevi sotto!