Francesco Fabris – Displaces (Bedroom Community, 2026)

Dal mio Veneto all’Islanda rimbalzando per l’America e ricevendo consenso ovunque.
Non si ferma mai la ricerca musicale di Francesco Fabris, non c’e’ un solo passo falso nella progressione della sua carriera.
Dopo sonorizzazioni e lavori in simbiosi anche con nomi da ridere tipo Sandro Mussida e Ben Frost, siamo giunti direi al suo lavoro definitivo.
Questo e’ un disco di “elettronica” come va fatto nel 2026.
Richiami al passato, riferimenti al presente, omaggi ed influenze di vari colossi della musica contemporanea, uno sguardo al futuro, il tutto con un tocco personale. Tecnica, competenza, ricerca maniacale nella cura dei dettagli, ogni singolo suono al posto giusto nel momento giusto.
Anche la lunghezza delle tracce e’ centratissima, cosa rara in questo tipo di composizioni.
Un lavoro veramente di respiro internazionale, ispirato agli hyperobjects ed alla cartografia, con field recordings di valore assoluto.
Dieci anni di lavoro, dalle prime registrazioni al prodotto finito e lanciato in questi giorni.
Ora c’e’ solo da sperare di trovarlo in qualche live in giro per il mondo.
Bristol ha porte sempre aperte per artisti e progetti di questa fattura.