Francesca Remigi & Fabian Mösch – Hoarses (Habitable, 2026)

Scopro questa collaborazione tra Francesca Remigi e Fabian Mösch grazie all’ordine di Manuel Volpe che, in uno dei suoi post catalogatori sui social networks mi rimanda a Francesca, che avevo apprezzato moltissimo in Witchess.
Contattata mi ha dato le informazioni del caso, viatico all’ascolto di una sessione di quasi quaranta minuti registrata durante la residenza artistica New Echo System a Palazzo Trevisan degli Ulivi a Venezia.
Hoarses, batteria lei, clarinetto, flauti e nastri lui, marchingegni entrambi.
Nelle intenzioni un urlo strozzato che le autorità ed i potenti non sentono, all’ascolto un viaggio umido, in un antro che potrebbe ben essere il condotto della gola, con i suoi annessi e connessi. Un viaggio che sembra sibilante e sacrale, che dai serpenti riprende sonagli, acume e sangue freddo. Un viaggio che è limitante assorbire in maniera statica e che grazie al nostro movimento negli spazi, a piedi, in auto, colora letteralmente il mondo connettendosi a lui e ricreando equilibri magnetici.
Ma non credo, in questo caso, sia importante scrivere di come suoni questo viaggio: visto l’intento dei due musicisti mi concentrerei sul perché lo facciano. Il prendere una posizione politica forse è cosa classica, anche scontata all’interno di una certa scena ma se per tutti gli appassionati di musica, sia essa jazz, contemporanea, sperimentale o folk anche soltanto uno possa essere investito ed incuriosito dal messaggio e dalla posizione di Francesca e Fabian beh, allora Hoarse sarà un brano utile. Pensateci, prestare 45 minuti di attenzione a due artisti (ed ad un contesto, a dei curatori, ad un ambiente ospitante) che cercano di parlarci attraverso il suono non è per nulla scontato oggi. Non lo è finché il dico rimarrà reliquia con cui catarsi sui social network, tacca da aggiungere alla cintura, sogno proibito. Deve essere invece lapalissiana la volontà di mettere un segno, di dire non così, di mettere la propria opera non a servizio di un’idea ma di parlare attraverso essa. Questa è la contestualizzazione importante, questo è ciò che questo scritto vuole tramandare.
Quindi grazie Francesca, grazie Fabian, grazie Manuel, grazie a Roberto Barcaro, ad Elischa Heller, a Marcello Remigi, Enrico Bettinello ed a Giulia Morucchio, agli enti ed alle istituzioni coinvolte, Pro Helvetia ed il Montreux Jazz Artist Foundation.
Grazie per questa musica cosmica ed infinita, che cambierà ad ogni ascolto e nella quale continueremo ad esplorare, sognare e tenere posizioni.