FR Luzzi – Happiness Is An Overestimated Value (Arab Sheep, 2005)

Elogio della lentezza. Elogio della velocità. Andare forte e consumare tanto. Non sgasare e guidare in sicurezza. Elogio della regolarità. Elogio della marmitta bucata. Elogio del silenzio del nuovo motore a zero consumi per la città. Serie di cartelli di rallentamenti. Ponte. Fine della serie di idiote considerazioni per introdurre il leit motiv di questa recensione.
Non è che qui su sodapop.it la velocità sia considerata un valore pregnante. Aggiornamenti tipo persone che aspettano giocando coi tappi nelle botti vuote che il whisky invecchi, col fischio maschio senza rischio. Per cui questa recensione arriva tardissimo, a più di un anno dall'uscita del disc(hi)o. Un disco che abbiamo lasciato prima innocentemente poi colpevolmente maturare. Prima la curiosità di sentire questa artista di Udine, Francesca (in arte FR Luzzi), di cui avevamo apprezzato le doti vocali sia in una compilation sia nei dischi del suo gruppo d'origine, i Lefty Lucy. Poi, finalmente in possesso di una copia, lo si è messo su tante volte, con piacere, come i dischi di Suzanne Vega e di Beth Orton, a consumo lento. Otto brani originali composti fondamentalmente di sola voce e chitarra acustica, ma che, in maniera molto adatta, vengono caratterizzati dal dispiegamento di un piccolo arsenale acustico di tutto rispetto, classico quanto perfettamente in tema. Mai sbavato e mai sopra le righe, tutto incentrato sulle doti canore sempre più personali della cantautrice, che non scade mai nella tentazione, tutta italica, di cantantessa consoliana. Lentezza e pacatezza, un tocco di folk, qualche richiamo interessante e una bella cover scampanata di The Thorn In my Side Is Gone di Mark Eitzel che farebbe sbavare il lettore medio del Buscadero nel mentre che sobbalza sulla poltrona. I brani migliori li trovo a metà disco, Genius Guy, Your Sister e, soprattutto, After Dark sono da brividi, mentre forse non impazzisco troppo per le tentazioni lievemente bossa dell'iniziale Human Race e di Sugar Family. L'andamento di Pears Before Swine forse è fin troppo vagamente Belle & Sebastian, ma ricordiamoci che questo è solo il suo debutto e che, speriamo presto, vedremo i frutti di una maturazione che ci auguriamo, finalmente, veloce.
Ps rapida menzione anche per lo splendido packaging.

http://www.arabsheep.it

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