Fottuta Band – Rock’n’Roll (L’amor mio non muore, 2025)

Appena fatto partire sul piatto l’esordio dell’umbra Fottuta Band colpisce per come mette insieme vociare mediorientale e sconquasso rock’n’roll. La voce di Francesco Bellucci , spigolo del power trio chiuso da Marco Zitoli ed Andrea Spigarelli riesce ad essere personale e duttile senza suonare, giocando con gli stereotipi fino al limitare del glam, mettendo fieno in cascina con colpi e riff che uniscono ‘70-‘80 e tempo presente. Registrati e prodotti da Roberto Villa con fare incendiario sembrano a tratti l’unione della vis pop dei Lombroso a certi Area fase Gioia e Rivoluzione ma mantengono pronto un lato più focoso e sporco che non guasta affatto. A tratti il canto sembra ricordare Manuel Agnelli ma in maniera molto più sexy e vellutata, si senta una Io Sono nella quale da r’n’r animal si erge quasi in una mezz’aria incredibilmente adorabile.
Non tutto è a questo livello, parleremo di un miracolo e Rock’n’Roll non lo è, ma è un ottimo album rock. Senza declinazioni, senza suffissi, senza fisime: è quella roba lì, rock in italiano sudato con squarci melodici che è in grado di camminare sul baratro senza cascarci dentro. Un gran risultato nevvero, il poter estrarre il proprio lato animale senza svilirlo in qualche talent o cercando genuflessioni radiofoniche. Qui i suoni ci sono, quando i brani sono centrati i piedi non accennano a star fermi (provate ad ascoltare Tra le braccia se non mi credete) e soprattutto sanno come dosare parole e quando lasciar parlare la musica. Scuotere la testa sul finale di della morte dell’ego è la sola cosa fare, al netto di sembrare passatisti. Roba ottima.