Der Tanz Aller è un lavoro a soggetto per il collettivo di arti sperimentali LIGNA, basata sul concetto labaniano di nuova logica del movimento, ideale che nella Germania del 1920 immaginava di riorganizzare spazi ed unità con movimenti condivisi.
Felix Kubin decide di mantenere un’ossatura acustica ed infantile alla sua proposta, risultando caldo ed intrigante in egual misura e mischiando questo strato sonoro con sequenze elettroniche. I tasti di Dämonen der Zerstreuung sembrano evocare realmente miasmi infernali come se le covate malefiche di cronenberghiama memoria stesse suonando i legnetti chiamando a raccolta la stirpe. La voce di Christiane Meyer-Rogge-Turner ci guida con serenità nei movimenti necessari per muoversi con consapevolezza ed infatti già col brano successivo (titolato con un’ameba sulla luna, ovviamente in teutonico idioma) ci muoviamo come ballerini jazz senza nessuna remora. Difficilissimo resistere a ritmi che sembra vengano portati su di un palcoscenico intimo e marziale, unendo in sé intensità, precisione e gioco. Ma guardando le performance di LIGNA si capisce come il mondo intero possa diventare palcoscenico e cforse allora è proprio la caratteristica della musica di Felix Kubin a serbare quella lignea felicità, in gradi di rappresentare marionette vere e proprie od in carne ed ossa (quali attori e ballerini agli ordini di coreografi e registi?) fuori da un oalcoscenico. Il folk di Rotes Lied, l’afrobeat di Kreuzzug der Maschine, ogni suono è compresso e ridotto a miccia pronta ad esplodere. Forse solo Masse Mensch, il penultimo brano, lascia intravedere l’unione fra musica e movimento, apparendoci immediato ed enorme, quasi a prepararci ad un gran finale. Flammende Zeit, tempo fiammeggiante, perfetta ed equilibrata summa di Der Tanz Aller, cinque minuti jazz con accenni spy assolutamente irresistibile.
Felix Kubin – Der Tanz Aller (Futura Resistenza, 2025)
