Essaira – From The Guts Of Essaira (Raw Culture, 2026)

Essaira è un progetto post industrial da Bologna. Le menti, i corpi e i suoni che ci stanno dietro sono opera di Paola Paganotto, Angelo Casarubbia e Nico Pasquini.
From The Guts Of Essaira è il nuovo lavoro fuori per Raw Culture.
Dietro la musica c’è una costante ricerca artistica e performativa che vibra già dall’ascolto asettico fatto tra un documento da compilare e un altro.
La vocazione artistica della musica è evidente anche dall’approccio all’artwork e al supporto: tiratura limitatissima, serigrafia e tutto quell’immaginario DIY da onorare e rispettare.

La musica, in senso stretto, è composta da pulsazioni elettriche ed elettroniche chiaramente di matrice industrial, in cui il riferimento ai fondatori Throbbing Gristle sono frequenti. La voce è punk il giusto, ma mai maleducatamente fine a se stessa.
Un esempio fulgido di questo modus operandi è Gaslight: lo-fi, destrutturata e destrutturante, ma la voce segue una linea chiara e anche “catchy”, a suo modo.
Più dadaista e malata è la successiva Gemin-I, che ricorda i primi Salem, progetto davvero malsano.
Il lato B del disco si apre con le pulsazioni sotto amfetamine di Xirxe che martellano senza, però, disturbare l’ascolto.
In questo lato c’è un timido spazio per atmosfere downtempo con Deli, ma non si abbandona mai una tensione che tiene alta l’adrenalina oltre la soglia di sicurezza.
Il lavoro si chiude con l’intermezzo ASMR di The Wheel of Fortune e la strappatissima marcia industrial di I.I.C.

From The Guts of Essaira è, dunque, un lavoro per nulla facile e indicato ad un pubblico già educato a taluni ascolti. Permane, comunque, lungo tutto l’ascolto la sensazione di accessibilità e inclusione che artisti con grandi capacità, come chi ha composto questo disco, sa donare anche nel percorso più cupo e distorto.
Non mancano momenti in cui il serialismo tribale ossessivo e la frequenza di ripetizioni fa perdere un po’ il filo del discorso, mettendo alla prova la nostra, ormai annichilita, capacità di attenzione.
Sicuramente un progetto di questa tipologia grida all’esperienza live quale ambient(e) adeguato all’ascolto e all’assimilazione di un messaggio che, per quanto chiaro, soffre della ristrettezza del supporto registrato.