È veramente fastidioso recensire un disco di Elio Martusciello.
Non ha mai sbagliato un solo pezzo,come potrebbe sbagliare un disco intero??
Cosa puoi dirgli a uno cosi’?
Lui lo sa benissimo e questa volta chiama a raccolta gli Ossatura per provare il brivido che si ha quando c’è la possibilità di cadere.
Cadere??? Ma quando mai…
Anche qui, tutto al posto giusto, tutto che sembra facile a pensare a comporre a suonare e invece non lo è per niente. Si chiama classe.
Un po’ come quei calciatori che, per dirla alla Boskov,” …vedono autostrade dove gli altri vedono sentieri…”.
Casualmente, questi Ossatura, che immagino conosciamo in ben pochi, eseguono alla perfezione questa opera del Maestro.
A me ha colpito in maniera particolare la traccia di (quasi) solo piano, parte come milioni di altre tracce poi diventa una cosa unica e magnifica, il tutto con quella naturalezza tipo “sembra che tutti potrebbero averla pensata e scritta così, e invece no, bimbi belli…”
Uno dei dischi italiani dell’anno senza ombra di dubbio. Questo lo pensavo già tre mesi, ora più che mai.
Elio Martusciello – AKOUSMA-MOTHER (autoproduzione, 2024)
