Per SODAPOP abbiamo un file Excel dove tutti noi infiliamo i titoli in uscita che sembrano interessanti, in maniera da avere una lista piuttosto aggiornata sul presente. Capita però che nei momenti di piena passi qualche tempo prima di arrivare alla questione e quando mi sono ritrovato al punto di affrontare Ionia di Haile Sainte non avevo letteralmente idea di chi fosse. Un’occhiata su Instagram non ha aiutato di più, giusto Qual’è laconica immagine in bianco e nero. Bandcamp svela il mistero ed è grazie alla benemerita Solium facciamo la conoscenza con un’artista che si rivela una vera e propria sorpresa. Ecco quel che abbiamo scoperto avvicinandoci alla persona ed alla musica.
Salve Haile, molto lieto di conoscerti! Ho ricevuto il tuo disco tramite Yoan di Solium senza sapere cosa aspettarmi e e sono stato completamente rapito.
Da dove arrivi?
Fort Worth, Texas
Quanti anni hai?
17 anni
Quali sono i tuoi trascorsi?
Una crescita in una famiglia disfunzionale, conservativa e religiosa, ma nella quale tutti hanno un buon gusto musicale.
Dalle comunicazioni in mio possesso canti e produci senza aiuti esterni ma le voci che si sentono in Ionia sembrano venire da luoghi ed esseri differenti, quasi trascendessero l’essere umano in quanto tale. Che cos’è il canto per te? Come lo ricerchi ed in cosa ti aiuta?
Cantare è tutto per me, tanto da spaventarmi molto per l’eventualità di perdere la mia voce, una parte di me crede che la mia vita dipenda da questo. Sul tema della condizione umana, sento di trarne un’ispirazione profonda. Forse finge una trascendenza, ed è intenzionale, ma in realtà sento di addentrarmi nella condizione umana, in una sua parte cruda e scomoda, in questo disco.
Ionia mi ha dato l’impressione talvolta di essere un travaglio “soul” stretto fra musiche enormi e pesanti, multistrato. Come lavori alla produzione di una canzone dal lato più prettamente tecnico? Campionamenti, strumentazioni, jam? A che punto entra la voce ed il significato?
Credo che il significato arrivi istantaneamente quando inizi la scrittura, benché la progressione di questi pezzi dalla statura di demo a canzoni è unica e singolare. Alcune partono da samples stratificati insieme, altre con delle mie melodie partendo da zero, altre con musica e testo insieme come ad esempio Swans, altre ancora (come Thorns e Veil ad esempio) sono evolute non come significato ma come suono durante un anno circa di tempo uscendone completamente trasformate. Altre ancora arrivano da demo preparati quando avevo 14 o 15 anni.
Haile Sainte – Veil
Che tipo di pubblico hai in Texas? Che scena ti rappresenta? Dove ti collochi?
Nessun pubblico in Texas al di fuori di amici nella scena rap underground, amici personali ed amici comuni. Tuttavia, sento un legame particolare con la scena rap underground e attualmente sto formando un gruppo chiamato Plastic Lyfe.
Ascoltando il disco ho citato tre artisti, molto differenti tra loro: Gallant, Daniel Givens e Dälek. Canto soul, colori e profondità, rumore utilizzato come parte integrante del suono. Potrebbe essere una sorta di presentazione delle tue movenze?
Le canzoni, gli strati, la libertà di Ionia mi sembra legata ad un’antichità black, jazz nella sua apertura. Quasi come se i suoni provenissero da un passato lontano e non trovassero un presente indicato per collocarsi. Ti senti di appartenere al presente musicale odierno?
L’ispirazione di Dälek è certamente presente, il legame con la musica black è stata indubbiamente la mia più grande ispirazione, vendono dal Sud degli Stati Uniti e crescendo con ogni tipo di musica black l’influenza è stata immensa e forse me ne accorgo soltanto ora. Ricordo di aver cantato casualmente una canzone di Gil Scott Heron chiedendomi “che canzone è questa?” a circa 14 anni, e poi, ascoltandola, ho pensato di averci creato una melodia davvero bella.
Sento un’appartenenza artistica, non vedo le mie ambizioni musicali possibile in nessun altro periodo francamente, credo che che la bellezza dell’antichità risieda nel fatto che posso infonderle nuova vita e creare qualcosa di nuovo, per quanto gran parte di ciò sia stato involontario. Sono semplicemente una cantante soul, non posso farci niente. Ho amici che cercano di usare l’autotune sulla mia voce quando lavorano con loro, ma non riesce a catturare ciò che canto.
Tre dischi senza i quali Ionia non potrebbe esistere?
Questa è una grande domanda, Yeezus di Kanye West è stata la mia introduzione alla musica industriale ed alla sua fusione con l’hip-hop, Igor di Tyler The Creator la mia introduzione al mondo del concept album mentre Zodiac di Jiří Stivin il mio approccio al flauto ed alla classicità del jazz fusion, lavoro che ho saccheggiato parecchio per questo disco.
estratto Jiří Stivín “Zvěrokruh”, 1977
Ho letto che la tua famiglia e la chiesa sono state molto importanti nel tuo percorso musicale. Credi che la musica possa essere ancora un viatico per la salvezza, per perseguire e favorire negli altri la salvezza?
La religione ha giocato un ruolo importante nel mio dolore personale, non nella chiesa ma nella mia famiglia. Ho sempre apprezzato la chiesa, probabilmente perché non parlo la lingua. Tuttavia, credo che la salvezza attraverso un percorso personale possa essere favorita dalla musica. Mi sento liberato e salvato, così come la mia compagna. Entrambi proveniamo da contesti molto religiosi, lei è islamica. Ho scoperto che ascoltare musica ci ha aiutato ad ampliare i nostri orizzonti e a smettere di odiare noi stessi e di rimproverare ogni nostra trasgressione al demiurgo onnipotente.
Su cosa stai lavorando ora? Che progetti hai per il futuro?
Grazie mille, per la tua musica e per la tua disponibilità.
Grazie a te per avermi dedicato del tempo e per la bella lista di domande! Sto lavorando a quel che potrebbe diventare un secondo LP attualmente, è un cambio di tono, senza dubbio. Ho intenzione di continuare a innovare per molti altri anni. Voglio almeno pubblicare tre album da solista nei prossimi cinque anni ed inoltre ho una band con la quale usciremo anche su LP, a nome Plastic Lyfe.
Fantastico, grazie mille!

