Eagle Twin – The Feather Tipped The Serpent’s Scale (Southern Lord, 2012)

Col nuovo lavoro degli Eagle Twin, Gentry Densley e Tyler Smith vanno ad arricchire il proprio particolare bestiario, accostando ai già presente corvi, gufi, draghi (!) e soprattuto serpenti, un’altra figura simbolicamente forte, che, come tradizione, compare in quasi tutti i titoli dell’album. Siamo al cospetto di quello che rimane uno dei pochi gruppi di qualità di un’etichetta che va sempre più fossilizzandosi sull’imperante metallo crustato o delle stampe di pur valide vecchie glorie (Poison Idea e Nootgrush fra gli ultimi) e il loro ritorno non può che essere una buona notizia. Se il precedente The Unkindness Of Crow vi è piaciuto, qui ritroverete tutti gli elementi che lo caratterizzavano: le colate di hard-rock in forma libera e toni ribassati, le ritmiche potenti e mai troppo veloci dell’ottimo Smith e il vocione cavernoso di Densley che narra di rettili cornuti, inni di serpenti e teologie animali. Il fatto che The Feather… non si discosti molto dal precedente lavoro di primo acchito potrebbe deludere, ma ha senso chiedere innovazione agli Eagle Twin, quando già avevamo notato essere il loro un percorso volto più a riscoprire una specie di suono originario, che non a inseguire una possibile evoluzione? La risposta ci pare scontata, ma proprio lungo questo tracciato a ritroso si possono notare alcuni piccoli cambiamenti, come lo spazio della voce che viene ulteriormente eroso e le canzoni che prendono sempre più la forma di lunghe jam, combinando melodia e feedback montante: siamo molto prossimi a quello che il gruppo propone dal vivo. Non lascia traccia invece l’oscuro folk che sembrava fare capolino nello split coi Pombagira: questo è un album da ascoltare ad altissimo volume, senza compromessi. Dal punto di vista delle liriche, l’ispirazione è sempre letteraria, ma i riferimenti si allargano: ritorna Ted Hughes, che col suo poema Crow aveva ispirato tutto il primo album, ma si attinge anche dal Libro di Giobbe, dall’opera di Garcia Llorca e da quella di Gene Roddenberry, creatore di Star Trek (!). Cercare paragoni per un gruppo del genere è inutile e l’unico riferimento possibile è il caos fertile di certe registrazioni live di Hendrix: una nebulosa di suono dove rumore e melodia convivono in un quadro continuamente mutevole. Ben tornati agli Eagle Twin, quindi, con l’augurio, a loro e a noi, di rivederli presto anche su un palco.

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