Torna il duo composto dai fratelli Nicolò e Simone Bottasso, da me conosciuti nel 2023 in occasione della prima edizione da me seguita per la stampa di Building Bridges e più lasciati. Oggi con Postcards from Italy riprendono un viaggio filmato all’inizio del ventesimo secolo, ritrovato e restaurato con le musiche del duo che ha ben pensato per calarsi nell’avventura di ripetere il medesimo viaggio, da Furlo alla Val Gardena. Per chi volesse affrontare il viaggio in maniera ancor più immersiva questo è il link da seguire, finendo nel museo di Rotterdam che ne ospita il filmato: Eye Film Player. Violini, trombe, organetto, campane harmonium oltre a field recordings raccolti sul campo ed aggiustamenti elettronici il loro bagaglio , più quattro ospiti su quattro brani a stendere il loro contributo. Agnese Valmaggia colora con la sua batteria elettronica l’iniziale Furlo, prima che i giri si facciano più lenti, accomodanti ed assolati nella mirabile Amalfi, sole e spiaggia fra i rintocchi. Se l’idea del viaggio ed il titolo ricordano due altre esperienze, una più vicina (il lavoro del Passepartout duo su scala mondiale e la mirabile compilation a precise coordinate dell’Archivio Italiano Paesaggi Sonori) la polpa è quella alla quale i fratelli piemontesi ci hanno orma abitualità: emozionante, calibrata, evocativa senza essere mai eccessiva. Da una parte ci si sente immediatamente tornare al tempo dei filmati, a quell’idea di viaggio e di avventura scemata ormai con la modernità, dall’altra si amplificano figure ed immagini fino a farle diventare mito e leggenda.
In Contrabbandieri l’intervento al ney di Sinan Arat ci trasporta fra linee di confine, valichi oscuri e nottate sotto copertura, tra le arie di vette andine e ricordi diretti di maneggi ed arrangiamenti. Alcuni brani sono talmente esplicativi da rendere inutili qualsiasi parola, chiamando in gioco in questo senso Silvia, a riaprire storie di politica passata in maniera chiara, eclatante e puntuale. Ma c’è moltissimo in questo viaggio, per tutti i gusti, dal folk più canonico ad esperimenti come I Gigli di Nola con le elettroniche di Simone Sims Longo (del quale vi avevamo parlato a proposito del suo Paesaggi Integrati) a creare universi paralleli e stupendi, in un caleidoscopio di immagini d’annata a danzare insieme. La Rapallo con chitarra di Jelle Roozenburg più lirica che mai, quasi trasognata sotto le voci atmosferiche e notturne. ancora spazio, chilometri, per i versi di Sestri, le note trattenute della Val Gardena, per tornare e ripartire soli, oppure di nuovo con Simone e Nicolò, rei di aver aperto una strada e di avercela mostrata, ispirandoci, con un altro disco toccante.
Duo Bottasso – Postcards from Italy (autoproduzione, 2026)
