Dopo una registrazione dal vivo effettuata a Raum a Bologna Elvin Brandhi (poetessa, producer e sound-artist che dal Galles è partita per il mondo) brandisce letteralmente ciò che è stato per sottoporlo ad un “incantesimo retrospettivo”, riportando alla luce ciò che per lei sembrava avere senso nella composizione di un disco. Discorso che, ne conveniamo, può dire tutto come niente, Considerando come ogni fonte sonora può essere girata e rigirata come pare e piace dal performer e produttore.
Ma qui si sente l’irruenza, la garra e la fame che di norma si trova nelle più losche espressioni urban, tanto che spesso ci si aspetta arrivino bassi clamorosi sotto il vociare di Elvis Brandhi. Sarebbe però troppo semplice, diretto, mentre si preferisce astrarre e distruggere completamente il suono e la voce stessa in micro bombe spasmiche che danno vita ad uno scontro parecchio intrigante. Baby Volcano meets Lesser? Può apparire semplicistica ma converrete che ben si sposa alla causa ed intriga veramente molto, riuscendo ad utilizzare un soliloquio come se servisse ad abbattere spazi, pareti e barriere, mentre intorno a lei il suono respira, ottuso e gommoso. Poi, d’un tratto, un pianoforte serve cascame romantico ed enfatico ad una voce sempre più rotta, come uno Scott Walker nei frammenti di uno specchio per un passaggio straordinario ed intenso. È un passaggio questo, dove appare il cuore di Elvin Brandhi, in grado di offrirci una sorta di piano-bar da un mondo lontano, disperato, lancinante, fuori controllo. Ne esce un disco brillante, che si condensa intorno ad una sorta di disperata bellezza, porta d’entrata in un mondo, quello di Elvin Brandhi, di sicuro interesse e malia.
Elaborare quanto prodotto da una persona tramite la manipolazione di piccoli oggetti, in stanze chiuse a chiave. È un disco pudico e modesto Keyhole Mouth, produzione di Silvia Costa e Claudio Rocchetti, dove il riquadro creativo pare essere quello fra materia, parola, mistero e suono. Una sorta di telefono senza fili carnale e dove Silvia è bocca e mano, mentre Claudio è orecchio e macchine. I rumori di Silvia hanno attraversato l’oceano essendo stati registrati in Florida, a Gainesville con Davis Hart, fino ad arrivare fra le cuffie di Claudio, che ne ha dato una sua interpretazione, dandoci infine un fischi che è ben lungi dall’essere risolto. Questo è il bello di Keyhole Mouth, l’essere un oggetto misterioso (come tale, partiamo dal presupposto si tratti di un disco in vinile che emette suono grazie ad una puntina che lo legge, normale amministrazione o fantascienza) che conserva la parte migliore che si possa chiedere ad un’opera d’arte, la magia. Una magia che, come ben sappiamo, perde gran parte del suo fascino una volta svelata e la conservazione sottochiave di parte del suo percorso ne riesce a mantenere un’enorme fetta di fascino. Gli oggetti utilizzati da Silvia Costa sono esplicitati e vanno a comporre i titoli dei cinque brani in esame, fino a farci rimbalzare un’idea in testa, quella secondo la quale l’opera creata dalle quattro mani non sia altro che una natura viva. Schematica, liscia, muovendo, percuotendo e tradendo ciò che si aveva sottomano, dandogli nuove forma e colore.
Straordinario pensare come possano aver fatto Una catena, una penna, un pezzo di stoffa, monete a trasformarsi in una vallata ventosa e nelle braci di un focolaio, però è questo che sembra accada per magia. Così come il semplice utilizzo della gola, dell’ugola, della bocca e dei suoi suoni per creare concitazione, nella quale cercare un significato condiviso che non può che essere emozionale ed emozionante. Ormai siamo belli che fatti e le parole di Silvia Costa magicamente perdono significato facendosi ancora una volta suono magico intorno al crepitio di quel che sembra carta accartocciata durante una partita di Ping pong. Ma ha davvero importanza quel che stiamo ascoltando? Oppure basta chiudere gli occhi, godendosi il risultato di un discorso a noi sconosciuto venendone investiti ed inebriati?
Inutile forse ma giusto ribadire come XONG sia una sicurezza già dal puro suono, ma si compirà verosimilmente con l’acquisto di questi veri e propri gioielli della serie.

