Drink To Me – Don’t Panic, Go Organic (Midfinger, 2008)

Esordio ufficiale per i canavesani Drink To Me, dopo una serie di cd-r per la personale etichetta Stuprobrucio. Meno naif delle precedenti produzioni, ma in compenso decisamente più a fuoco, Don’t Panic, Go Organic, sembrerebbe essere, come ogni disco d’esordio, la sintesi delle esperienze e degli ascolti maturati negli anni dalla band. Il cd vanta quindi una certa eterogeneità che se, ad un primo ascolto, potrebbe sembrare fin troppo esuberante, a conti fatti risulta essere l’elemento caratterizzante del gruppo. Assecondando infatti una naturale inclinazione al pop e alla psichedelia, ma anche un'attrazione verso suoni distorti e ossessivi, i Drink To Me hanno il pregio di saper giocare con la melodia (tanto che mi verrebbe da pensare che tra le loro maggiori influenze i Flaming Lips, periodo Hit To Death In The Future Head, devono avere un ruolo decisamente importante), ma anche con certi suoni dichiaratamente post punk. Mi vengono in mente, a questo proposito, gli Atombombpocketknife (a loro volta pesantemente influenzati da Sonic Youth e Unwound) e i Milemarker, di cui a tratti, forse nell'uso del synth, pare di udire qualche eco lontana. I suoni rotondi e le distorsioni piene e potenti danno poi un tono particolarmente accattivante e riuscito al disco nel suo insieme. Certo non tutto è perfetto, e la durata che si avvicina ai cinquanta minuti mi fa dire che un paio di episodi potevano tranquillamente rimanere fuori dal disco (Because Because in primis, che ha un qualcosa degli Yuppie Flu e stona un pò messa in mezzo al resto), ma pezzi come Frozen George e Paso Adelante, per citare quelli dall’appeal più pop, o Insane, Drink To Ceila e ancora di più il finale super krauto di Camposanto, nel genere, sono davvero un gradino sopra la media. Capire se assecondare il lato più melodico e ruffiano o quello più rumoroso e martellante potrebbe essere una delle opzioni che in futuro i Drink To Me dovranno valutare, anche se non è poi così scontato, perché in fondo bisogna ammettere che la predisposizione a fare il passo più lungo della gamba e a mischiare continuamente le carte in tavola forse è una delle caratteristiche più divertenti di questo gruppo.

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