Terzo disco per i texani Drakulas, attualmente un terzetto con Savage Lord Mic, Sam Francisco, Pink Rick e Zac Blair ad accompagnarsi ad un figuro misterioso per 12 brani freschi, che uniscono punk, new wave e garage in una città notturna dove la pelle luccica come il metallo ed è difficile capire dove finisca l’umano ed inizi la macchina.
Un salto nel passato dove tutto è curato con la massima accortezza, dove i brani sono potenziali singoli sboccati e cattivi, che riescono ad accarezzarci con le loro melodie senza negarci le meritate scudisciate. La voce vibra in brani come Is It Enough dove i Talking Heads sono più di un richiamo e dopo mezz’ora al bancone coi Ramones avrebbero suonato esattamente così. Toni aspri, belli tirati, sporchi il giusto a regalarci una mezz’ora di suono abbondante nella quale perderci fra cori e ganci melodici senza mai perdere il ritmo. Anche quando fanno la voce grossa riescono a fare i gradassi al punto giusto, tanto che Guys Like Me, Girls Like You sarebbe potuta stare da dio in un remake di serie B di Grease. Un disco e mille storie che mischiano oscurità, luci e neon, dove San Junipero è gonfia di droghe e gang, Gerard Casale ascolta e muove i ditini ed il trio ci sorprende con chicche di bellezza come la conclusiva Wheelhouse, tanto da farci ricominciare ad esplorare tutti i loro lati nascosti, a goderci i pertugi di una città a mezzanotte mai così eccitante e schietta. Non resta allora che alzare il volume, recuperare i precedenti capitoli e prepararsi ad un’immersione urbana e sexy, il collo sfacciatamente scoperto sperando che vengano proprio a noi.
Drakulas – Midnight City (Wild Honey, 2026)
