Dooom Orchestra – Our Sea Lies Within II (Aut, 2025)

La seconda parte di Our Sea Lies Within ci coglie di sorpresa, riprendendo le fila di quell’universo magico che avevamo scoperto grazie al debutto di questo progetto capitanato da Francesco Cigana, del quale avevamo scritto poco più di un anno fa. Sicapoo si fa forza di handclap, voci e mani portandoci a danzare fra Europa e Medio Oriente, con lo sguardo rivolto ai monti filippini. Sembra di sentire il jazz arroccarsi, facendosi forza e massa con tutte le musiche del mondo quasi come una dichiarazione di intenti. Poi l’Islanda ed i suoi talismani, con un Vegvisir a proteggerci ed a guidarci sono i violini di Francesca Baldo ed Agnese Amico, di comune accordo col piano di Andrea Zerbetto, il tutto a preparare l’arrivo di fiati che non slanciano bensì sedano e fermano un viaggio che forse ancora non s’ha da fare. Già, che ora è tempo di Jade Monkey Temple, dove appoggiandosi sul selvatico e rustico comportamento dei primati i nostri si lasciano andare completamente, quasi sicuramente ebbri di qualche frutto fermentato.
Un salto nella Babilonia di Marduk con Enuna Elish, testo sacro della creazione dove coerentemente frastuoni ed asprezze sembrano espresse secondo un gergo non ancora collocabile né traducibile. Pura energia, volatile e selvaggia, come manna dal cielo. Poi un blues, che risuona come se i cieli si aprissero e si temessero le ire del signore. Nervoso, strascicato, mentre la voce di un fiato mantiene un collegamento luminoso con l’altissimo. East River Prayer sembra essere rock acido oltre ogni confine, la voce di Nina Baietta a mantenere un contatto mentre le note sono già al di là, allungando ancora una volta la traiettoria del disco. Il pianoforte guardingo è toccante sembra sposarsi con suoni piccoli e spaziali in EWHPTIV, in una sorta di epifania emozionante e tenera prima di trasformarsi in una fanfara trascinante e festosa. Chiudono cinque minuti che non saprei definire se non come respiri di preghiera naturale, per una seconda parte che spinge ancor più in alto i Dooom Orchestra.