Dionée sembra essere un progetto da camera in trio dove Éric Normand prende a bordo Clarisse Bériault e Robin Servant (già insieme ad Eric e fra loro per diversi progetti) trovandosi, parola tramandata da ufficio stampa, fra i Black Sabbath e Morton Feldman. L’etichetta è la medesima che ha co-prodotto i lavori di Nicholas Remondino e Natalia Rogantini, così come il il duetto fra Tommaso Rolando e Jean René, fattore che aumenta ancor di più il nostro interesse.
Partiamo dicendo che a suonare in questo disco ci sono oboe, basso elettrico, synth, fisarmonica diatonica, basso acustico, un sacco di effetti, beat box ed oscillatori.
Ad uscire da questo insieme sono due lunghe suites con titoli che tutto spiegano e che non starò qui a riportarvi per circa 32 minuti e mezzo di suono: un suono che inizia trasportando più voci in maniera sinuosa e soave, come se un’orchestra fosse stata sommersa ed il suono riemergesse soltanto a tratti. I testi sono frutto della penna e della mente di Lysane Picker Paquine, slam poetresse, attrice e scrittrice, mentre mix e master sono appannaggio di Michel F. Coté, vecchia conoscenza con Klaxon Gueule. Il risultato è avvincente e bizzarro, considerando come dentro a questa prima suite ci sono veri e propri brani pop, ruscelli out-jazz, fino ad una sorta di folk strascicato, tanto da sentire il vento passarci attraverso, in un viaggio del tutto inaspettato. il secondo brano sembra innestare una sorta di riscaldamento jazz su un bordone che non saprei come possa esser prodotto per poi lasciare scoperte venature sostanzialmente noise ad intervalli irregolari con i fiati che viaggiano liberi e rispettosi in una sorta di partitura aerea. La fisarmonica dà vista di sé ma il tessuto è disconnesso e sembra giocare una partitura spesso nascosta. Dobbiamo limitarci ad essere avvolti dall’insieme senza cercare vie o flussi, ma quando arriva l’effetto è bellissimo e ripaga dello sforzo: ricco e da leccarsi le dita. Del resto, con un titolo così, ma è uno dei più leggeri e gustosi che potete aspettarvi.
Dionée – Mille-feuilles (Tour de bras, 2026)
