Darren Smallman aka Dez Dare è uomo di mondo: partito da Geelong in Australia fino a raggiungere Brighton ha suonato, prodotto, accompagnato le preziosità della nostra musica, non per niente è il boss di God Unknown, che va da sé è un’etichetta stupenda. Con These Days Are Wild & Blind firma il suo sesto album dove gioca letteralmente con il rock & roll creando 12 mostri sgraziati ma perfetti nel farci vibrare, raccolti dopo averli fatti risuonare uno per mese e concludendo la loro presentazione questo mese. C’è melodia, sporcizia, rumore e controllo: cambi di atmosfera e sorprese in un insieme che risulta personale ed a suo modo preciso. Certo, più facile che questi brani si attacchino a noi uno per uno, singolarmente, come frecce scagliate da Cupido piuttosto che come album, ma qui c’è da perdersi. Dez poi ha una voce cristallina che sembra uscire dal miglior rock ‘70-‘80 e che riesce a dare alle traversie un’enfasi del tutto particolare, si prenda We’re Not Broken Sunshine come esempio, avendo tra l’altro in quattro tracce passato già di tutto. Immaginate un momento il cestone delle offerte dei CD in un bel negozio di dischi: roba buona, ma un po’ out, ok? Dez Dare condensa input e slanci costruendo attorno a sé un panorama che è onnicomprensivo, che ruggisce e che ci fa sognare, guidato da un’ugola ed uno sguardo unici. Assieme a lui il violino di Maria Marzaioli, il sax di Colin Webster, la voce di Mike Gale. Il nostro cita Monster Magnet e Devo come limiti entro i quali muoversi ma c’è un’aria rosa e romantica da cheap-rock anni ‘80 che tiene insieme il tutto insieme ad una batteria che a tratti riscontra Marky Ramone e chip (cheap?) elettronici che a tratti svirgolano l’agire del nostro. Cose senza senso ma che appena ascoltate diventano imprescindibili? Sarei pronto a far di tutto dopo il secondo ascolto di I Need Your Fire, lo ammetto, come mettere un reattore rock’n’roll sul tappeto luminoso di una sala giochi, facendo suonare un sassofonista a cappello. Saturazioni incredibili tra Beastie Boys e Monster Magnet? Ci sono, così come una pancia piena di bestie che sembra portarci direttamente in un inferno rosso sangue, fra vino e pensieri, dove le schitarrate hanno un senso compiuto, oppure nelle più languide distese atmosferiche.
Avrete capito che nel viaggio fra Berlino e Bruxelles, dove Dez ha scritto i brani di questo disco c’è il serio rischio di perdervi…il nostro consiglio? Fatelo, tanto si paga tutto in euro, basteranno due spicci per la colazione e la capacità di canticchiare questi brani…
Dez Dare – These Days are Wild and Blind (God Unknown, 2026)
