Mi chiedo come si porrebbe Pier Paolo Pasolini di fronte agli omggi che nei decenni sono stati portati dal mondo musicale e culturale in generale. Sono abbastanza certo se ne farebbe beffe, scostandosi da un’eredità che non credo volesse lasciare ma, dall’altro punto di vista, quando la sua poetica trova sfogo putuale in una produzione puntuale ed evocativa come questa di David Wallraf non si può che essere lieti di questo volgersi indietro.
Crudeltà Necessaria riprende ed esprime in cinque brani su una stringata audiocassette il mondo scarno, bruciante e vivo del regista bolognese di nascita. Lo fa perseguendo il crinale della crudeltà necessaria, che dal punto di vista sonoro è semplicemente l’evitare ogni abbellimento e manfrina, lasciando che i suoni mantengano il loro carattere tagliente, acre ed inquieto. Petrolio ed il suo canto femminile fra le macerie dà i brividi, tanto che mi sono girato spaventato all’idea che qualcosa di terribile stesse succedendo al di fuori dalle mie cuffie. È un percorso ferino, doloroso e che ci costringe a riposizionarci rispetto al concetto di rappresentazione musicale ed artistica. Stralci dei film, substrati rumoristici, il tutto prodotto con una grande attenzione alla plasticità ed alla fruibilità dell’opera, che si fa ascoltare in maniera veramente liscia, riuscendo ad essere inclusiva nella sua complessità. Il lavoro dietro a quest’opera è stato abbastanza lungo, tantopiù che nella stesura sono stati inclusi canti registrati nel 2019 e suon del 2022, a testimonianza di David Wallraf come artigiano certosino. Un artista che ha raccolto ed assemblato un magnifico viaggio dentro una crudeltà che viviamo ogni giorno e rispetto alla quale è utile cercare di farsi delle domande, o per lo meno di ascoltare attentamente.
David Wallraff – Crudeltà necessaria (Karl, 2025)

