Il titolo, relitti, dice già molto sull’intento che David Maranha, organista e sperimentatore e Rodrigo Amado, sassofonista, abbiano in questo disco. Un relitto che è economico, sociale ed umano, disperso in un mondo che mai come ora è distante dai suoi abitanti.
È il suono di una perenne periferia, amorfa e drammatica, dolente ed urbano. Suono che si scioglie come i toni di nero e grigio in copertina, dei quali si può ancora supporre la consistenza liquida.
Suoni che gridano e pungono senza mai avere dalla loro l’aggressività, ma soltanto un carico di dolore da esternare. Una bruma tenebrosa, dove non ci si avvicina alle asperità del free jazz ma sembra di vedere chiaramente il Tago scuotersi e fremere sotto una coltre di nubi nere.
David Maranha sembra costruire gli ambienti scossi da Rodrigo Amado, in un continuo viaggiare che si fa globale ed ugualmente martoriato alle realtà di tutti noi. Una continua tensione che entra sottopelle, forse addirittura più pregna nell’assenza visiva dell’esibizione che ha portato alla creazione di Wrecks, all’Escola do Largo il 4 giugno del 2023, in un doppio concerto con Will Guthrie e Container dopo di loro.
Questo perché la musica sovrasta i musicisti, prende vita e parte, sovrastando tutta Lisbona, lasciandoci tutti rabbiosi e connessi.
Wrecks è un titolo da non sottovalutare assolutamente, tenendolo in auto per le giornate che si preannunciano storte e complicate, ad esorcizzarle canalizzando le energie dal Tago, dalle nubi, dagli strumenti.
David Maranha & Rodrigo Amado – Wrecks
