Ascoltando questi brani, editi nel 2022, possiamo capire perché Salvo Pinzone di Disasters by Choice se ne sia innamorato scegliendo di ristamparli. La voce di Dao Strom, il rintocco della chitarra, gli echi fanno di Day That We Met una piccola epifania. Ci tocca entrare così a freddo nella carriera di un’artista vietnamita di nascita ma cresciuta negli Stati Uniti e stabilitasi a Portland, con il suo quarto album, quattro anni dopo Dalla versione edita differisce un brano ed il master, affidato a Jason Powers, istituzione giù nell’Oregon. Sono brani folk minimali, candidi ed intimi, brani che sembrano essere sempre esistiti, riportati alla luce da cantrici intense, come di recente Diana Darby per fare un nome a lei avvicinabile. Spesso paiono talmente delicate da apparire trasparenti, spettrali, mostrando troppo di una Dao che sembra donarsi completamente al suono, unendosi con esso come nella rarefatta Caller of Spirit, quasi un prisma che rilascia colori tenui partendo dalla trasparenza. Impossibile fermarsi dal fissarne il suono immobili, come una sirena od una libellula, attraverso baie folk cha tra una risacca e l’altra riprendono 40 e più anni di out-folk, reso qui ancor più liquido. Le ombreggiature cambiano, diventando più o meno gravi, mantenendosi sempre all’interno di un’orecchiabilità che richiede attenzione e che taglia fuori da sé il resto (il tentativo di coinvolgere mia figlia in un ascolto “casuale” in auto è fallito miseramente) ma il mondo come sfondo è un valido scenario, preferibile alla cuffia in modalità casalinga. È così che Dao ci entra dentro lentamente, ascoltandone pensieri e le parole che non sembrano riguardarci ma che rubiamo quasi alla sua solitudine.
Come dichiara Dao nelle note bandcamp queste canzoni sono echi di loro stesse, quasi avessimo trovato le tracce di una mutazione sospinte dal vento, le pelli di un serpente ormai altrove. Starà a noi scegliere come seguirle, di certo il quartetto di EP Nhạc Vàng conclusosi lo scorso ottobre potrebbe essere un bivio interessante per addentrarsi nell’ampio vocabolario artistico di Dao Strom.
Dao Strom – Redux – 2026 (Disasters by Choice, 2026)
