Craven Faults – Sidings (The Leaf Label, 2026)

Classico gruppo dell’underground inglese conosciuto solo da “quelli bravi”. Di quelli il cui nome ci si scambia quasi sussurrandolo all’orecchio, come fosse un buon segreto per pochi amici fidati.
Noi abbiamo sempre creduto in loro. Ci sono pochi posti ormai per salire sul carro dei vincitori.
Questi ragazzi sono partiti a fari bassi, quasi spenti, ormai 9 anni fa, non proprio ieri.
Passo dopo passo, session dopo session, hanno sempre dato l’impressione di essere una band con delle idee precise in testa, con voglia di crescere. I loro live sono sempre piu’ coinvolgenti e “magici”. Solo l’essenziale, cioè loro e gli strumenti che hanno avuto anche durante i loro “ritiri” in posti isolati, come avviene di norma per gruppi a livello Širom, Lankum etc.
Perché è proprio a questa eccellenza contemporanea che i Craven Faults possono e devono aspirare oggi, dopo vari eccellenti EP, con questo loro terzo album. Questo “E'” il loro disco.
Otto tracce ma direi piu’ 7+1.
Pezzi lunghissimi, alla fine del secondo siamo già oltre i 30 minuti. Al primo ascolto pensi dopo 5 minuti del disco “vabbe’ speriamo finisca presto…”, al quinto “ohhh adesso ci siamo”, al decimo” speriamo non finisca mai,ci posso trovare dettagli nuovi anche fra cento ascolti!”. E così tutto il disco.
Chiusura col botto, traccia finale con piano e strings da brividi.
Sempre vicino a sembrare altre cose di altri già sentite, eppure sempre cosi’ personali.
Hanno solo sbagliato la data d’uscita, una settimana dopo il nuovo Dry Cleaning ormai ovunque disco del mese di gennaio.
Fossero usciti in contemporanea, sono sicuro che se li sarebbero messi in saccoccia.